
NOTO, 20 Luglio 2026 – Una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Noto, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa, ha smantellato un’articolata organizzazione criminale specializzata nel furto, riciclaggio e ricettazione di autovetture nella Sicilia orientale. L’operazione si è conclusa con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale aretuseo nei confronti di cinque persone, mentre altri due indagati sono stati denunciati a piede libero.
L’indagine, condotta tra ottobre 2025 e febbraio 2026 dai militari della Stazione di Buccheri e supportata attivamente dalle Compagnie di Augusta e Ragusa, ha svelato una vera e propria filiera industriale del crimine. I componenti della banda, tutti soggetti tra i 28 e i 45 anni già gravati da specifici precedenti penali, agivano con disinvoltura: tre di loro, infatti, gestivano i traffici illeciti nonostante si trovassero già agli arresti domiciliari per altre vicende giudiziarie.
Il cuore tecnologico del gruppo si nascondeva nel comune di Francofonte. All’interno dell’abitazione di un quarantantaquattrenne, i Carabinieri hanno scoperto una sofisticata officina clandestina protetta da pannelli fonoassorbenti, il cui accesso era occultato dietro un passaggio segreto nella camera da letto del figlio minorenne dell’indagato. Lì dentro venivano utilizzate avanzate apparecchiature informatiche per decodificare le centraline dei veicoli, duplicare chiavi elettroniche e clonare le targhe, azzerando la tracciabilità dei mezzi rubati nei territori di Buccheri, Floridia, Catania e Ragusa. Un’altra officina meccanica riconducibile alla banda fungeva invece da centro di smontaggio per i pezzi di ricambio da immettere sul mercato nero.
Il sodalizio criminale utilizzava anche documenti falsi per passaggi di proprietà fittizi e frodi. L’operazione, che ha ricevuto il plauso delle autorità per l’efficace sinergia tra le varie Compagnie, ha colpito un’organizzazione responsabile di un business illecito che alterava l’economia locale, riaffermando la presenza dello Stato.


