
VITTORIA, 18 Luglio 2026 – Tensione e paura in un’abitazione del centro di Vittoria, dove l’intervento tempestivo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile ha posto fine a un violento episodio di estorsione in ambito familiare. Protagonista della vicenda è un uomo di 45 anni, residente a Comiso, D.R., finito in manette con l’accusa di tentata estorsione ai danni della propria madre e resistenza a pubblico ufficiale.
La vicenda ha avuto inizio nel tardo pomeriggio, quando l’anziana donna, esausta e spaventata dalle continue e pressanti richieste di denaro da parte del figlio, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Al loro arrivo presso l’abitazione, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte a uno scenario critico: la casa era completamente a soqquadro e i due congiunti versavano in uno stato di profonda agitazione.
La situazione è rapidamente degenerata nel momento in cui i Carabinieri hanno cercato di fare chiarezza sull’accaduto. Il quarantacinquenne, in un impeto di violenza, si è scagliato contro gli operatori, spintonandoli nel tentativo di guadagnarsi una via di fuga, prontamente bloccata dai militari intervenuti che lo hanno neutralizzato e messo in sicurezza.
Dalla ricostruzione dei fatti effettuata in caserma è emerso un quadro familiare drammatico. Non si trattava di un episodio isolato: la madre era vittima da tempo di soprusi e pressioni psicologiche. In questa specifica occasione, dinanzi al rifiuto della donna di consegnare il denaro richiesto, l’uomo era passato alle vie di fatto, aggredendola verbalmente e fisicamente, spintonandola fino a farla cadere a terra prima di devastare l’appartamento.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato dichiarato in arresto. Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Ragusa, era stato inizialmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Successivamente, il Tribunale di Ragusa ha convalidato l’arresto, applicando nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Come previsto dalla legge, le ipotesi accusatorie dovranno ora trovare conferma nel corso dell’iter processuale e del contraddittorio tra le parti.


