
RAGUSA, 14 Luglio 2026 – Il Giudice monocratico di Ragusa, Giovanni La Terra, ha emesso la sentenza di condanna nei confronti dell’imputato, un uomo di Modica di 63 anni, accusato di stalking e lesioni personali aggravati nei confronti di una 40enne.
L’uomo, difeso dall’avvocato Andrea Caruso, è stato condannato a una pena di due anni e quattro mesi di reclusione. Il Tribunale ha, inoltre, disposto il risarcimento dei danni in favore della parte civile, patrocinata dall’avvocato Fabio Borrometi, da quantificarsi in una separata sede. A titolo di provvisionale immediatamente esecutiva, il giudice ha stabilito la somma di 4.000 euro. L’imputato è stato, infine, condannato al pagamento delle spese processuali e delle spese di assistenza e rappresentanza legale della parte civile.
Gli atti persecutori e violenti commessi dall’imputato, che hanno poi condotto alla sua condanna, si sarebbero susseguiti dal novembre 2022 fino al gennaio 2023. A seguito della fine della loro relazione sentimentale, e in particolar modo dopo aver visto una foto della donna su Facebook in compagnia di altre persone il 12 novembre 2022, l’uomo avrebbe iniziato a inviarle una moltitudine di messaggi WhatsApp ed email. In questi messaggi avrebbe alternato richieste di poter tornare insieme o di parlare, a pesanti insulti e minacce di presentarsi sotto casa sua.
Avrebbe, inoltre, messo in atto una serie di pedinamenti utilizzando veicoli diversi. Oltre a seguirla, avrebbe cercato ossessivamente di rintracciarla interrogando le persone a lei vicine: si sarebbe recato presso l’abitazione della vittima chiedendo informazioni prima alla madre e poi alla figlia di lei, rifiutandosi persino di lasciare il garage condominiale nonostante i ripetuti inviti ad andarsene. Si sarebbe anche presentato in diverse occasioni sul luogo di lavoro della donna, arrivando a chiedere al responsabile della struttura dove ella si trovasse, appostandosi ad aspettarla anche fuori dal suo parrucchiere a Modica.
La condotta sarebbe sfociata in aperta violenza fisica il 13 dicembre 2022. In quell’occasione, l’uomo avrebbe afferrato il braccio sinistro dell’ex compagna, costringendola con la forza a entrare nella sua vettura. Una volta all’interno dell’abitacolo, l’avrebbe immobilizzata tenendole il collo con una mano e bloccandole le braccia con l’altra, provocandole lesioni e contusioni a spalla, braccio e polso giudicate guaribili in sette giorni. Durante l’aggressione l’avrebbe ripetutamente insultata e ha minacciato di morte lei e la sua famiglia, urlandole che l’avrebbe distrutta e che quello era “solo l’antipasto”. L’assalto si sarebbe interrotto unicamente grazie all’intervento dei titolari di un bar limitrofo, che avrebbero permesso alla vittima di divincolarsi e fuggire.
Nonostante questo grave episodio, le persecuzioni non si sarebbero arrestate: il 25 dicembre l’imputato si sarebbe avvicinato nuovamente all’ingresso del domicilio della donna e, il 30 dicembre, si sarebbe introdotto nel suo condominio. In quest’ultima occasione, incrociando l’ex compagna e la figlia, avrebbe preteso che la donna ritirasse la denuncia sporta contro di lui, ribadendo che non se ne sarebbe andato fino a quando non le avesse parlato di persona. Questi comportamenti reiterati hanno cagionato nella vittima un grave e perdurante stato di ansia e paura, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, a chiudersi in casa o ad allontanarsi per alcuni periodi da Modica per tutelare la propria incolumità.


