
Scicli, 07 Luglio 2026 – La conferenza stampa indetta in pompa magna nei giorni scorsi dall’amministrazione Marino, per annunciare la fuoriuscita definitiva dal pre dissesto finanziario del Comune di Scicli, diventa l’occasione per una riflessione politica da parte dell’ex consigliere e assessore al Bilancio del Comune di Scicli, Guglielmo Scimonello, che aggiunge: “Nessuna polemica, ma rivendico il lavoro svolto nei dieci (10) anni precedenti di governo della Città ed i risultati ottenuti insieme a tutti quanti si sono spesi con responsabilità e giudizio sul risanamento dell’Ente. Quando siamo arrivati al governo della città nel maggio del 2012 con la sindacatura Susino, io ero consigliere comunale ed il Comune di Scicli, contabilmente era in forte deficit finanziario ed economico (dissesto) e non c’erano nemmeno i soldi per comprare l’acqua, perché nelle casse comunali non c’era un euro. I fornitori aspettavano pagamenti da anni e non era possibile acquistare neanche il necessario”.
Da qui il confronto con la situazione attuale, dopo aver approvato nel corso degli anni, tutti gli atti propedeutici al Piano di Riequilibrio Finanziario.
“Se oggi si possono impegnare tranquillamente 27 mila e 500 euro per organizzare tre serate con “dj set”, risultati un flop ed uno sperpero di risorse pubbliche, significa che tanti amministratori del passato, sono stati determinanti ed hanno lasciato qualcosa di positivo. Si potevano spendere quei soldi per altro, ma il punto è che c’erano e si potevano spendere”.
Secondo Scimonello, il risanamento finanziario rappresenta un risultato che merita di essere riconosciuto a chi ha attuato il percorso con serietà, rigore e competenza.
“In questi giorni abbiamo sentito dire che la città deve rinascere, ricostruire e risanarsi. Io dico che si parta da un punto fermo: almeno sul piano del bilancio il risanamento c’è stato, ed è un risultato che rivendico come ex amministratore del Comune di Scicli. Un’amministrazione che eredita il risanamento di un ente dovrebbe fare un’operazione di trasparenza radicale e restituzione del valore. Per ricambiare i cittadini, veri sacrificati del risanamento, è necessario passare dall’autoincensamento a strumenti concreti per attivare la fase della restituzione, prevedendo un abbassamento della pressione fiscale (come la riduzione dell’IRPEF comunale e le aliquote IMU), restituendo potere d’acquisto a chi ha sostenuto il peso del risanamento. Un percorso di risanamento durato dieci anni (2014-2024) indica che la cittadinanza ha subito un intero decennio di massima pressione fiscale e tagli drastici ai servizi. Inoltre, sarebbe opportuno istituire esenzioni o bonus mirati sulle tariffe dei servizi a domanda individuale come (Asili nido, Mense scolastiche, Impianti sportivi, Musei comunali e Parcheggi a pagamento). Un’amministrazione rispettosa delle istituzioni, anziché, appendersi la coccarda, avrebbe dovuto convocare una seduta pubblica dedicata esclusivamente alla fine del risanamento, in cui si dichiara ufficialmente che il merito del successo è del “sacrificio collettivo dei cittadini” e non della giunta di turno. Informando, altresì, i cittadini su come Sindaco e giunta intendono destinare l’avanzo di amministrazione liberato dal risanamento al rifacimento di strade, marciapiedi e illuminazione, settori solitamente azzerati durante i blocchi di spesa.”


