
POZZALLO, 11 Giugno 2026 – Nel giorno storico della visita in Spagna di Papa Leone a Las Palmas de Gran Canaria, nell’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti, Pozzallo diventa teatro dell’ennesimo sbarco. Sono 76 le persone arrivate al porto ibleo (di cui 15 donne e 16 minori) tutti in discrete condizioni di salute. Problemi solo per un minore che è stato trasportato all’ospedale di Modica per accertamenti. Anche una donna, età probabile sui 40 anni, ha dovuto ricorrere alle cure mediche del personale Asp di Ragusa, oltre al sapiente lavoro dei medici dell’Usmaf. In molti, comunque, erano disidratati.
Ad aspettare i migranti anche il personale della Protezione Civile, don Paolo Catinello, direttore dell’Ufficio Pastorale per i Migranti della Diocesi di Noto, assieme ad alcuni volontari della Misericordia di Modica, della Fondazione Migrantes e la Croce Rossa Italiana. In meno di un’ora, i migranti non solo erano scesi tutti in banchina ma avevano già preso il pullman che li ha condotti nel vicino hotspot portuale.
Lo sbarco, avvenuto nel pomeriggio di giovedì, è stato coordinato dalla Prefettura e dalle autorità competenti appena completate le procedure di attracco.
I migranti sono arrivati grazie all’intervento dei volontari dell’Aurora della Sea-Watch, la Ong che tramite l’omonima nave, recupera i migranti nel mar Mediterraneo. Sea Watch che è arrivata a Pozzallo sventolando la bandiera della Palestina così come aveva riferito due giorni fa, in segno di solidarietà verso il popolo palestinese.
La babele di lingue che i militari della Capitaneria di porto hanno ascoltato è stata assai variegata. Ciad, Mali, Etiopia, Eritrea e molti altri idiomi a testimoniare come i migranti siano stati stipati a bordo del barchino senza distinzione di nazionalità.



2 commenti su “Pozzallo. Sbarco di 76 migranti. Una donna e un minore trasportati in ospedale a Modica”
Noto la sottolineatura su Madrid.
Il papa ha detto parole molto chiare sul tema. In mare mostri di mafie e trafficanti, vie legali e sicure, diritto a non dover migrare, responsabilità dei paesi d’origine, vendita di armi (da parte di chi?), corruzione, guerre, integrazione.
La parte meno citata o sviata o sottovalutata del discorso è questa:
“Ogni barca che arriva porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita? (…)La dignità umana esige (…) una cooperazione reale contro i trafficanti e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra.
Sebbene esista il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare, il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerre, senza persecuzioni, senza violenze, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini. Non possiamo abituarci a contare i morti, la dignità umana non ha passaporto né perde valore quando si attraversa un confine.”
Aggiungo quello che ha dichiarato da non molto:
“Tutti gli stati hanno diritto a stabilire regole per i loro confini. Non dico che tutti debbano entrare senza ordine, creando situazioni a volte più ingiuste nel luogo dove arrivano di quelle che hanno lasciato.”
Puntualizzo, perché non vorrei che i cattocomunisti, o i sinistri o i progressisti avessero frainteso le parole e la forma, facendosi prendere da facili entusiasmi e cavalcando assist inventati, distorcendo il magistero che si incentra sul diritto a vivere nella propria terra ed addossando responsabilità all’Europa per armi, mafie, trafficanti, guerre ed altro.
E questo, lo affermavano tempo fa i vescovi africani.
La chiesa ha un suo linguaggio, che non è quello di repubblica e nemmeno quello laico.
Altre risorse boldriniane.
Scusa Pietro volevo dire tue risorse.
Pietro avrà la pensione assicurata.