
RAGUSA, 12 Maggio 2026 – – Non è più un’allerta, è una cronaca di ordinaria follia. In appena quarantotto ore, il Pronto Soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa è stato teatro di tre distinti episodi di violenza che riaccendono prepotentemente i riflettori sulla sicurezza dei lavoratori della sanità. Una escalation di tensione che trasforma le corsie d’emergenza in zone ad alto rischio.
Il bilancio degli ultimi due giorni parla di un personale sanitario stremato, costretto a fronteggiare non solo le patologie mediche, ma anche l’incontrollata aggressività di utenti e pazienti. L’episodio più grave ha coinvolto un padre spazientito dall’attesa per il figlio. L’uomo, in un raptus di esasperazione, ha colpito con uno schiaffo un infermiere in servizio, pretendendo che il ragazzo venisse visitato immediatamente. Poche ore prima, un paziente psichiatrico in stato di forte agitazione ha seminato il panico impugnando una bombola d’ossigeno e scagliandola con violenza contro la porta del triage, mandandone il vetro in frantumi. Un terzo episodio ha visto protagonista un’altra paziente psichiatrica che ha devastato l’area d’attesa lanciando arredi e attrezzature tra le urla dei presenti.
Il primario del Pronto Soccorso, Giovanni Noto, conferma la gravità di un fenomeno che appare ormai sistemico. Non si tratta di casi sporadici, ma di una criticità diffusa dove il disagio sociale ed emotivo esplode contro chi è in prima linea. Sulla stessa linea il Direttore Generale dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Drago, che ha condannato fermamente gli attacchi: “Gli ospedali devono essere luoghi sicuri. Nessun operatore deve rischiare la propria incolumità mentre svolge il proprio lavoro al servizio della collettività.
Nonostante la condanna della direzione, il clima resta teso anche sul fronte gestionale. Il sindacato Nursind ha espresso dure critiche attraverso una nota, accusando il manager di aver trascurato la sicurezza negli ultimi anni, lasciando i lavoratori esposti a rischi evitabili.Dall’altro lato, l’azienda sanitaria rivendica le azioni intraprese, tra cui il recente rafforzamento della sorveglianza con l’aumento delle guardie giurate nei presidi. Resta però il dubbio se la sola vigilanza privata possa bastare a contenere un’esasperazione che sembra non conoscere più confini.



2 commenti su “Emergenza violenza al “Giovanni Paolo II” di Ragusa: tre aggressioni in 48 ore”
Colpa della loro disorganizzazione!
Episodi del genere dovrebbero incidere negativamente nella valutazione dei vertici aziendali perché denotano incapacità gestionale e organizzativa. Solo colpendo le loro tasche e riducendo i loro premi di produzione comincerebbero a lavorare con più serietà, impegno e competenza…forse!