
Ragusa, 28 aprile 2026 – Il gruppo consiliare del Partito Democratico denuncia con fermezza quanto emerso dall’approvazione del rendiconto 2025 del Comune di Ragusa: un avanzo di amministrazione di circa 4,5 milioni di euro che, secondo i consiglieri dem, rappresenta un vero e proprio “tesoretto” costruito in questi anni a scapito dei servizi e della qualità della vita dei cittadini.
“Dopo quasi otto anni in cui la città è stata penalizzata – dichiarano i consiglieri del PD – con strade dissestate, carenze nella pubblica illuminazione, nel decoro urbano e nella cura del verde, oggi scopriamo che l’amministrazione ha accantonato risorse significative. Un avanzo che non è motivo di vanto, ma il segnale evidente di una mancata programmazione e di scelte che hanno rinviato interventi necessari per costruire consenso a ridosso delle prossime elezioni”.
Il Partito Democratico contesta nel merito i dati finanziari. “I residui attivi passano da circa 100 milioni di euro a 86 milioni non per una maggiore capacità di riscossione, ma perché 14 milioni sono stati sottratti alla disponibilità reale: 10 milioni accantonati nel fondo crediti di dubbia esigibilità e altri 4 milioni classificati come inesigibili. Risorse che vengono meno e che incidono direttamente sulla possibilità di garantire servizi essenziali alla collettività”.
Nel dibattito consiliare non sono mancate tensioni anche sul piano istituzionale. “Ancora una volta – sottolinea in particolare il capogruppo PD Peppe Calabrese – si sono registrate criticità nella gestione dei lavori d’aula: il Presidente del Consiglio si è reso protagonista, nuovamente, di interpretazioni regolamentari incerte, quando non fantasiose, che hanno inciso sul corretto svolgimento del confronto. Serve maggiore equilibrio e pieno rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri. Pensavamo che chi presiede il civico consesso da oltre sette anni conoscesse ormai a menadito il regolamento d’aula, tuttavia ieri abbiamo avuto la dimostrazione che non è così”.
Per il PD, il punto centrale resta politico. “Un Comune non deve accumulare risorse come un’azienda che produce utili, ma programmare e investire per rispondere ai bisogni dei cittadini. Se oggi si annuncia che quei fondi serviranno per interventi come la manutenzione stradale, ci chiediamo perché non si sia intervenuti prima, evitando anni di disagi. Il sospetto è che si sia costruita una disponibilità economica da utilizzare in chiave elettorale”.
I consiglieri dem richiamano infine le altre criticità irrisolte. “Resta aperta la questione di ATO Ambiente, in liquidazione da oltre 15 anni con costi che continuano a gravare sulle casse comunali. Crescono le indennità, mentre non si vedono risultati concreti su infrastrutture fondamentali, a partire dalle reti idriche e fognarie nelle contrade. In quasi otto anni sono stati affidati incarichi per oltre 7,5 milioni di euro senza che tali risorse abbiano prodotto opere tangibili per la città”.
“Il rendiconto 2025 – concludono i consiglieri del Partito Democratico – certifica una gestione che non condividiamo: si rinviano gli interventi, si accumulano risorse e si rincorrono gli annunci. Noi continueremo a denunciare questo modello e a proporre un’alternativa che metta al centro i bisogni reali della comunità, non le convenienze elettorali”.





