
POZZALLO, 24 Aprile 2026 – Due amici, due bici e un giro in Tunisia. Sembra l’inizio di una sceneggiatura di un film, in realtà è stata l’idea di due amanti della “due ruote” che hanno voluto alzare l’asticella e guardare oltre la provincia di Ragusa. Pietro Angelo Lo Bue e Michele Celotto sono stati i due protagonisti di un percorso ciclistico che ha avuto come base di partenza la città di Pozzallo (Lo Bue, origini palermitane ma trapiantato a Pozzallo da diversi anni) e come meta finale la Tunisia.
I due amici, incontratisi a Palermo, hanno preso il traghetto e hanno fatto rotta verso una delle terre più affascinanti dell’intera Africa, con i reperti storici da andare a visitare e con la bellezza di un luogo incantato che richiama ogni anno tantissimi turisti.
Partenza del viaggio tunisino dei due ciclisti da Tunisi via via verso sud fino ad arrivare a Monastir passando da Hamman Zriba, Hammamet, Soussè, Madhia, El Jem, Cartagine e La Marsa per poi fare ritorno nuovamente a Tunisi per il ritorno a casa. Strade sterrate e incontri casuali hanno fatto da contorno alla missione che i due si erano dati come principale obiettivo: toccare la sabbia del deserto al confine con l’Algeria e vedere la grande distesa di sabbia color oro. Obbiettivo non raggiunto per la brevità del viaggio ma anche per molte altre vicissitudini.
Non è mancato, però, il contatto con le genti, ospitali fino a dare un tetto piuttosto che farli dormire dentro una tenda ad Hamman Zriba, generosi nella consegna di frutta e viveri in altre città, accoglienti come solo il popolo tunisino riesce a fare. E poi i monumenti storici come l’anfiteatro romano di El Jem, simile al Colosseo a Roma, l’incontro con i lampedusani a Monastir, una breve pedalata con un altro amico incontrato ad Hammamet, Massimo Visentin, la gentilezza dei venditori di ortaggi, il fascino della Tunisia in tutto il suo splendore.
“Durante il viaggio – ci dice Lo Bue – un aspetto che ci ha colpito è stata la cordialità e la gentilezza della popolazione tunisina, che ci ha accompagnato lungo il nostro percorso e che ha reso questa esperienza ancora più significativa. L’ospitalità degli abitanti è forse il ricordo più bello e coinvolgente che portiamo con noi da questo viaggio. Tra mura di pietra e vicoli tortuosi, il visitatore può immergersi in una cultura millenaria, fatta di suoni, colori e profumi che restano impressi nel cuore. È stata un’esperienza che abbiamo vissuto con piacere, un preludio alla scoperta di una Tunisia più selvaggia e meno esplorata che ci attendeva. Torneremo sicuramente per scoprire altri luoghi e altri posti. La Tunisia è stupenda”.





