
MODICA, 30 Marzo 2026 – Ci si aspettava la classica passerella di fine stagione, una di quelle partite da “cuore leggero” dove il risultato conta meno dell’abbraccio finale tra avversari. Invece, il match di Terza Categoria tra Polisportiva Modica ed Esasport di Grammichele si è trasformato in un paradosso sportivo, un racconto fatto di ombre e attese terminato anzitempo sotto la scure della sospensione arbitrale.
Il destino della gara sembrava segnato sin dal fischio d’inizio, arrivato con un forte ritardo a causa del prolungarsi del match precedente. Un contrattempo che, in un pomeriggio di dilettantismo dove ogni minuto di luce naturale è prezioso, si è rivelato fatale.
In campo, le due squadre hanno inizialmente onorato l’impegno con ritmi compassati. Al 9’, l’unico sussulto degno di nota del primo scorcio di gara è stato un tentativo di Sayah, ben neutralizzato dal portiere modicano. Poi, lentamente, il calcio ha lasciato spazio al crepuscolo.
Con il calare della sera, l’accensione dei riflettori del “Vincenzo Barone” non ha portato il sollievo sperato: la visibilità è rimasta precaria, trasformando il rettangolo verde in un palcoscenico di sagome confuse. In questo scenario quasi onirico, al 21’ è arrivato l’episodio chiave: un cross dalla destra ha mandato in tilt il difensore ospite Amato che, nel tentativo di rinviare, ha colpito la propria traversa per poi impattare il pallone con il braccio.
Nonostante le proteste e la difficoltà nel seguire l’azione, l’arbitro, il signor Trovato, ha indicato il dischetto. Il capitano Salvatore Basile ha trasformato con freddezza, nonostante l’intuizione del portiere La Ferla. La Polisportiva Modica, rinvigorita dal vantaggio, ha poi premuto sull’acceleratore: Orazio Spadaro ha sfiorato l’incrocio su punizione, Lucenti ha centrato un palo clamoroso e, infine, Leone ha trovato il raddoppio in un clima ormai spettrale.
Al 39’ del primo tempo, la situazione è diventata insostenibile. Impossibile distinguere i numeri di maglia, impossibile per l’arbitro garantire la regolarità del gioco. Dopo una sospensione temporanea e 25 minuti di vana attesa nella speranza che l’impianto d’illuminazione offrisse un sussulto di dignità, è arrivato il triplice fischio definitivo.
“Una partita senza obiettivi si è trasformata in un episodio emblematico delle difficoltà strutturali che affliggono il calcio dilettantistico.”
Il verdetto del campo (2-0 per i padroni di casa) resta sub iudice. Sarà il Giudice Sportivo a decidere se omologare il risultato, disporre il recupero dei minuti mancanti o prendere altri provvedimenti. Resta l’amaro in bocca per una domenica di sport che avrebbe dovuto celebrare il calcio e che, invece, è stata sconfitta dall’oscurità.




