Sanità al collasso e porti insabbiati: dura condanna del sindaco di Pozzallo

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Pozzallo, 11 Marzo 2026 – La Sicilia si trova nuovamente a fare i conti con un terremoto giudiziario che scuote le fondamenta della Regione. Tra le pieghe delle inchieste sulle presunte tangenti che coinvolgono figure apicali come il manager della sanità Iacolino e l’ingegnere Teresi, emerge un quadro inquietante: un sistema dove il “malaffare” non è solo un reato contabile, ma un cappio al collo per lo sviluppo dei territori.

È impossibile non collegare i grandi scandali regionali con il degrado quotidiano vissuto dai cittadini. La domanda sorge spontanea: come può una terra con immense risorse restare paralizzata? “La risposta – denuncia il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – risiede in quel “sistema” che sembra aver ereditato il peggio del cuffarismo, infettando i gangli della politica e della burocrazia. Quando la sanità viene gestita come un pascolo elettorale, il risultato non è solo un danno erariale, ma la sottrazione del diritto alla salute. Le indagini su Iacolino suggeriscono che, laddove si dovrebbe pianificare l’efficienza, si è preferito coltivare il consenso clientelare”.

L’impatto di questa gestione si manifesta con precisione chirurgica in provincia di Ragusa, e in particolare a Pozzallo, attraverso due esempi emblematici: la Casa di Comunità di Via Orione, inaugurata come fiore all’occhiello della nuova assistenza territoriale che oggi appare come un guscio vuoto. “Dovrebbe garantire un medico per 12 ore diurne, ma la realtà parla di assenze sistematiche. Il risultato? I cittadini sono costretti a intasare il Pronto Soccorso di Modica anche per codici minori, portando al collasso il servizio di emergenza-urgenza”.

Il dragaggio fantasma: da due anni, il porto turistico di Pozzallo è vittima di una burocrazia asfissiante. “Nonostante un finanziamento di oltre 1 milione di euro e una ditta già affidataria con tanto di draga pronta in banchina, i lavori restano al palo. L’arresto dell’ingegnere Teresi per presunte tangenti nel settore dei dragaggi (che sfiorano anche Donnalucata) getta un’ombra sinistra su questi ritardi: la burocrazia blocca i lavori onesti mentre, stando alle accuse, si oliano i meccanismi degli affari illeciti”.

“Il clientelismo e la corruzione non sono concetti astratti – incalza Ammatuna -; sono la causa diretta per cui un malato non trova assistenza e un porto non può ospitare imbarcazioni, frenando l’economia turistica. Siamo di fronte a un sistema al limite del collasso che impone una riflessione profonda: il sottosviluppo della Sicilia non è un destino geografico, ma la conseguenza diretta di una politica che utilizza le risorse pubbliche per fini privati.”

È necessario un sussulto di dignità che parta dai territori per impedire che la corruzione diventi l’unica regola del gioco. Senza una bonifica morale della burocrazia regionale, ogni finanziamento resterà carta straccia o, peggio, merce di scambio.

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1 commento su “Sanità al collasso e porti insabbiati: dura condanna del sindaco di Pozzallo”

  1. Tonino Spinello

    La bonifica morale voi politici la sostituite e la costruite passando da partitici a civici andando “Controcorrente”. Così facendo la bonifica morale è garantita e messa al sicuro per qualche anno. Tanto i cittadini sono scemi!
    Ammatuna si lamenta dell’inefficienza della politica e della corruzione che ci ruota intorno ma non si prende la colpa e nemmeno la responsabilità di Sindaco demandando ad altri la causa e il disagio che vivono ormai perennemente i cittadini. Parla in terza persona ed è come se quello che succede nella sua città a lui non lo sfiora nemmeno. Ma se un Sindaco accusa le cose che non riesce a fare lui stesso, chi dovrebbe poi curare il rispetto e il decoro morale?
    Da come parla sembra che ci siano delle faide al di sopra della politica e quindi nessuno può farci niente, eppure i cittadini votano voi politici e non quelli che stanno nell’ombra.
    Ma capisco che ormai siete entrati in campagna elettorale e quindi vi è permesso di dire la qualsiasi senza nemmeno pensare alle cose che dite.

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