
Ragusa, 19 febbraio 2026 – “Gli ultimi interventi sul verde pubblico, da viale Europa ad altre zone della città, hanno riacceso le preoccupazioni di molti cittadini sulla gestione del patrimonio arboreo e dopo anni di amministrazione Cassì, Ragusa sembra essere priva di una reale pianificazione del verde urbano”. Lo dichiara Federico Androne, segretario dei Giovani Democratici di Ragusa.
“Il problema non è il singolo episodio – spiega Androne – ma l’assenza di una visione complessiva. Senza un piano organico si interviene solo in emergenza e si arriva all’abbattimento di alberature mature considerate pericolose quando il rischio è spesso frutto di manutenzioni sbagliate e ripetute nel tempo. Negli anni, infatti, sono state usate pratiche discutibili come la capitozzatura che compromette la stabilità degli alberi favorendo ricacci deboli e asimmetrici, aumentando nel tempo il rischio di schianto. A ciò si sommano errori nel sesto d’impianto e potature invasive che espongono le piante a infezioni e decadimento fisiologico. I cipressi, ad esempio, sono piante basitone con forte dominanza apicale: alterarne la chioma significa renderli più vulnerabili al vento e agli eventi climatici estremi. Anche la scelta delle specie è stata spesso inadeguata. Responsabilità, quest’ultima, che non possiamo certamente attribuire all’attuale amministrazione, ma a una disattenzione sul tema che viene da lontano. I pini di viale Europa che sono stati tagliati hanno visto tante amministrazioni passare sotto le proprie fronde… Tuttavia – continua il segretario GD Ragusa – il risultato delle manutenzioni errate è un paradosso: alberi indeboliti perché trattati in modo sbagliato vengono poi rimossi, privando la città di ombra, mitigazione delle alte temperature, qualità dell’aria e valore paesaggistico. Bisogna comprendere che il verde urbano è un’infrastruttura essenziale, non un elemento decorativo”.
“Ragusa ha bisogno di un piano del verde fondato su criteri scientifici e su manutenzione preventiva che preveda una ricognizione delle specie presenti su suolo pubblico nell’area urbana e una programmazione che si occupi di rimuovere gli alberi pericolanti con la immediata piantumazione di specie compatibili con la città. Senza programmazione – conclude – si impoverisce il paesaggio urbano: la rotatoria di Bruscè, ridotta a una distesa di ghiaia bianca, è il simbolo di questa mancanza di visione. Serve un cambio di passo netto”.





