
GIARRATANA, 29 Gennaio 2026 – Una perdita pesante, di quelle che lasciano il segno non solo nel paesaggio urbano, ma soprattutto nella memoria storica di una comunità. Questa mattina, il quartiere del Cuozzu, l’anima antica di Giarratana, si è risvegliato con un vuoto incolmabile: un’antica unità immobiliare, parte integrante del celebre “museo a cielo aperto”, è implosa su se stessa.
Il crollo non è giunto come un fulmine a ciel sereno. Da tempo, infatti, le condizioni del caseggiato destavano preoccupazione, tanto che l’area era stata transennata in via precauzionale durante l’ultima edizione del Presepe Vivente. Una scelta dettata dalla prudenza per garantire l’incolumità dei visitatori, ma che oggi suona come la conferma di un epilogo tristemente previsto.
Con le mura è andato perduto anche un antico forno custodito all’interno, uno di quei tasselli di vita quotidiana che rendono il quartiere un luogo unico, capace di raccontare la storia contadina e artigiana del territorio ibleo.
L’evento odierno rappresenta un monito urgente. Se non si interverrà tempestivamente, il Cuozzu rischia di mostrare uno squarcio inguardabile, una cicatrice nel tessuto di un borgo che punta tutto sulla valorizzazione delle proprie radici.
“Non possiamo permettere che il nostro passato si sbricioli sotto il peso del tempo e dell’incuria,” commentano alcuni residenti. La speranza, ora, è che le istituzioni passino alla fase operativa.”cuozzu
La parola d’ordine adesso è resilienza. La comunità chiede a gran voce che ci si rimbocchi le maniche per intercettare finanziamenti specifici per il recupero dei centri storici, mettere in sicurezza le strutture limitrofe per evitare l’effetto domino. ricostruire, laddove possibile, rispettando l’architettura originale per sanare la ferita visiva e storica.
Giarratana non vuole rassegnarsi a perdere i pezzi della propria identità. Il crollo di oggi deve diventare il punto di partenza per una nuova stagione di tutela e rinascita del quartiere Cuozzu.





