
VITTORIA, 02 Gennaio 2026 – Un inizio d’anno all’insegna della tensione quello che sta vivendo la comunità di Vittoria. Due episodi distinti, ma potenzialmente legati da un filo conduttore di sfida alle istituzioni, sono finiti al centro delle indagini del Commissariato di Pubblica Sicurezza e dei Carabinieri.
Il primo fatto risale alla mattina del 31 dicembre. Intorno alle 9:15, all’angolo tra via Nino Bixio e via Rosario Cancellieri, il sindaco Francesco Aiello è stato bersaglio di un’esplicita intimidazione. Il conducente di un SUV nero ha rallentato vistosamente, fissando il primo cittadino e rivolgendo al suo indirizzo frasi offensive. Nonostante il tentativo del Sindaco di fermare il veicolo per un chiarimento, l’automobilista ha accelerato bruscamente, facendo perdere le proprie tracce tra le vie del centro. L’episodio è stato formalmente denunciato nella giornata di oggi, 2 gennaio.
La gravità della situazione è precipitata nella notte, quando un commando di ignoti ha lanciato una bottiglia molotov sul tetto di un immobile recentemente rientrato nella piena disponibilità del Comune. La struttura, situata in una zona sensibile, è riconducibile a Raffaele Giudice, esponente noto alle forze dell’ordine e attualmente detenuto a Roma.
Nonostante il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, i danni alla copertura e agli interni sono ingenti. Gli inquirenti stanno analizzando con estrema attenzione il percorso amministrativo del bene: acquisito anni fa dal patrimonio comunale, l’immobile era stato inspiegabilmente restituito, per poi essere riacquisito in via definitiva dall’Amministrazione Aiello solo negli ultimi mesi.
“Non arretreremo di un solo passo sulla strada della legalità e della trasparenza”, fanno sapere da Palazzo di Città, sottolineando come il rientro materiale in possesso dei beni sequestrati sia un punto fermo dell’azione politica corrente.
I fatti di queste ore colpiscono ancora di più per la coincidenza temporale: oggi, 2 gennaio, ricorre infatti il 27° anniversario della strage di San Basilio. Era il 1999 quando il piombo della mafia uccise cinque persone, tra cui due innocenti, segnando indelebilmente la storia della città.
Questa ricorrenza non è solo un momento di dolore, ma un monito per la comunità vittoriese, che oggi si ritrova a dover fare scudo contro nuovi tentativi di prevaricazione.
Il Comune di Vittoria ha espresso ferma condanna per gli atti subiti, ribadendo massima fiducia nella Magistratura. L’appello rivolto ai cittadini è quello della vigilanza attiva.
Le indagini proseguono serrate, con l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza della zona di Piazza del Popolo per identificare il SUV nero e i responsabili del rogo notturno.













