
Ragusa, 16 Dicembre 2025 – Si è chiuso il capitolo giudiziario per il 29enne di nazionalità tunisina che, lo scorso 10 Novembre, aveva segregato in un’abitazione di Via Scrofani, a Ibla, una connazionale di 34 anni. Il Tribunale ha emesso una sentenza di condanna a un anno e un mese di reclusione, oltre al pagamento di 5.000 euro di risarcimento a favore della vittima.
I fatti risalgono a quando la donna, che era ospite dell’uomo da pochi giorni, era stata chiusa a chiave all’interno dell’appartamento a seguito di un banale diverbio. L’aggressore, regolare sul territorio e fino a quel momento incensurato, non si era limitato a sbarrare la porta: aveva staccato la corrente elettrica e sottratto le chiavi per impedirle ogni via d’uscita.
La vittima era riuscita a lanciare l’allarme contattando il 112. Mentre gli operatori della centrale la tenevano al telefono per calmarla durante una violenta crisi di panico, i Carabinieri della Stazione di Ibla e della Sezione Radiomobile raggiungevano il vicolo del quartiere barocco.
Per liberare la donna è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno forzato l’ingresso. Una volta messa in salvo, la 34enne era stata trasportata d’urgenza all’ospedale “Giovanni Paolo II” per accertamenti e supporto psicologico.
Il giovane era stato rintracciato poco dopo dai militari non lontano dal luogo del sequestro. Nonostante lo stato di incensurato, l
a gravità della privazione della libertà personale aveva portato all’arresto immediato. La magistratura ha ora confermato la responsabilità del giovane, imponendo la pena detentiva e il ristoro economico per i danni subiti dalla donna.













