
Sampieri(Scicli), 30 Agosto 2025 – Cala sul ricordo di Andrea Camilleri, come fosse una colonna sonora, a cento anni dalla nascita, il sipario sulla seconda edizione di “Cogitare”.
Anche Sampieri e il Pata Pata hanno offerto il loro atto d’amore verso un aedo raro della Sicilia e della sicilianità. La sua poliforme testimonianza (scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo) lascia un segno tangibile della sua arte a cavallo di due secoli ma il merito universale è quello di avere dato un passaporto al dialetto siciliano grazie alla sua forza di “cuntista” originale e prezioso con una scrittura e un linguaggio che ci ha resi un po’ più credibili e più importanti agli occhi del mondo.
“Cogitare” ha reso questo omaggio, come sta accadendo in molte città d’Italia, e lo ha fatto con due testimoni d’eccezione, Felice Laudadio, cineasta di lungo corso e presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dei cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri, con l’attore Peppino Mazzotta (il Fazio della fortunata serie del “Commissario Montalbano”) e una prima firma del quotidiano “La Repubblica” come Maurizio Crosetti.
Nonostante non sia stato possibile proiettare l’intervista di Laudadio “Camilleri secondo Camilleri”, realizzata un anno prima della morte, a motivo della pioggia che ha provocato un guasto al grande monitor del living, il dialogo a tre è stato un viaggio alla scoperta dello scrittore agrigentino con il racconto di episodi e dettagli inediti sulla sua scrittura, sul modo di costruire le trame del Commissario più famoso d’Italia, sulle location, sulla sua vita personale e professionale al Centro sperimentale di Cinematografia (dove Laudadio è stato presidente), sulle manie e sulle sue incrollabili abitudini.
Un lato nuovo di questo artista a tutto tondo al quale la nostra isola e chi ci vive deve tantissimo.