
Il Sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha espresso soddisfazione per la Direttiva emanata dalla Commissione europea sulla questione ambientale e si è detto fiducioso del fatto che, sulla base di tale atto, la discarica di Lanzagallo sarà bloccata. L’auspicio è anche mio, pur se rilevo: L’approvazione della Direttiva non produce automaticamente effetti, ma necessita di un
intervento mediato degli Stati membri. Questi sono vincolati solo al risultato da raggiungere ferma la competenza, quanto alla forma e ai mezzi, del Parlamento nazionale. Senza entrare
nel merito dei risvolti problematici (periodo intercorrente tra l’entrata in vigore della direttiva e suo mancato recepimento nel termine previsto) deve essere tenuto in conto il tempo occorrente prima che il Governo nazionale si adegui alla Direttiva, per conoscerne forme e mezzi, presupposti dei quali l’esultante Sindaco non sta tenendo conto, soffermandosi sulla ennesima suggestione da offrire ai cittadini per colmare il vuoto di quel che avrebbe dovuto fare, e non ha fatto, che non elenco per non affliggere oltre chi sin qui ha voluto seguirmi. Valga per tutti la incomprensibile, mancata pubblicazione in Consiglio della approvazione della variante al Piano Regolatore Generale restituita al Comune, approvata dalla Regione, mesi fa.
Ma torniamo alla discarica.
Poco meno di due anni fa il Comune di Pozzallo ha impugnato la delibera adottata dall’ATO 7 di Ragusa, che localizza il primo sito per lo smaltimento della frazione indifferenziata dei
rifiuti urbani, avanti il TAR di Catania nell’area “Lanzagallo” chiedendone l’annullamento, ovvero la riforma segnalando tra l’altro violazioni dei vincoli di localizzazione. Per quel che è
dato sapere il ricorso è ancora pendente ed è da presumere che l’iter si trascinerà per non meno di un anno ancora. Ma è altresì da presumere che i tempi occorrenti per conferire
efficacia alla Direttiva europea saranno ben più lunghi con il rischio che Pozzallo si ritrovi, nelle more del deposito della sentenza del TAR, con l’impianto di smaltimento alle sue
spalle, in quell’area ove non cessa, da decenni a questa parte, la gara per insediarvi attività inquinanti.
Con il paradosso, stavolta, che è proprio il Sindaco di Pozzallo a perorarne la scelta. L’auspicio è che il ricorso venga accolto in via principale (annullamento della delibera), che sia esclusa ogni altra ipotesi (zona ASI), e che il Sindaco consideri più attentamente le cause del temuto scempio, specie quelle determinate dalle sue improvvide scelte.
Enzo Galazzo, già candidato a sindaco di Pozzallo