
I funzionari governativi della Costa d’Avorio hanno chiesto al Mali di rilasciare immediatamente 49 dei suoi soldati che sono stati arrestati domenica all’aeroporto internazionale di Bamako, confutando le accuse di essere mercenari. Il governo della Costa d’Avorio ha affermato che i soldati erano regolarmente arruolati nelle fila dell’esercito ivoriano e si trovavano in Mali come parte di una missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. In precedenza, il portavoce del governo maliano, colonnello Abdoulaye Maiga, li ha accusati di essere “illegalmente nel territorio nazionale del Mal, in possesso di armi e munizioni da guerra, senza un reale mandato di missione, aggiungendo che l’intenzione degli arrestati era chiaramente quella di violare la sicurezza del Mali”. I soldati stavano lavorando per la Sahelian Aviation Services, una compagnia privata appaltata dalle Nazioni Unite, secondo le dichiarazioni confermate da entrambi i governi. Il vice portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq ha affermato che il contingente non era una parte formale della loro missione di mantenimento della pace in Mali, ma è stato “schierato dai paesi che contribuiscono a sostegno dei loro contingenti, e questa è una pratica comune nelle missioni di mantenimento della pace” hanno affermato Haq. Il governo del Mali da parte sua ha dichiarato che intende porre fine all’attività di protezione dei Sahelian Aviation Services da parte delle forze straniere. Il governo ha invitato “la compagnia aerea” Sahelian Aviation Services “ad affidare d’ora in poi la sua sicurezza alla difesa del Mali e le sue sole forze di sicurezza”. Il governo di transizione del Mali ha dovuto far fronte alle recenti tensioni con la comunità internazionale e le Nazioni Unite, affermando che non autorizzerà le Nazioni Unite a indagare sulle violazioni dei diritti umani in corso in Mali, compresa la strage compiuta in un piccolo villaggio centrale dove l’esercito maliano è accusato da diversi gruppi per i diritti umani di aver ucciso più di 300 civili lo scorso aprile. La Francia, dal canto suo, ha annunciato il ritiro delle sue truppe militari schierate da quasi un decennio in Mali servite ad aiutare a combattere i ribelli estremisti dello Stato Islamico.













