
Un percorso di ricerca e valorizzazione dell’entroterra siciliano, è quello che si propone di realizzare il 32enne modicano Giulio Stracquadanio, che dal 24 dicembre al 30 gennaio 2022 tenterà di percorrere a piedi in solitaria 1300 chilometri con al seguito un carrellino che ospiterà la tenda, unico rifugio per le fredde notti invernali. Un’idea nata durante la crisi pandemica, spinto dalla voglia di rendersi utile per il proprio territorio, facendo la cosa che ama fare di più: camminare. Un’impresa la sua, dopo aver intrapreso, appena maggiorenne, viaggi interculturali che hanno toccato i cinque continenti e un notevole numero di stati, popoli ed etnie. “Il mio vuole essere un progetto per cercare di aiutare la mia Terra, la nostra Sicilia -ha aggiunto il giovane giramondo- spesso etichettata come la terra della mafia”. Un ritorno a Modica il suo, spinto dalla necessità di contribuire, in un momento di difficoltà, all’attività di famiglia, che va avanti da due generazioni, che produce l’ormai diventato famoso cioccolato Igp di Modica, senza tuttavia precludere a se stesso, la possibilità di fare almeno un viaggio all’anno, da qualche parte nel mondo. Camminerà, tracciando un percorso su strade sterrate, semi abbandonate, fuori dai consueti percorsi tradizionali. Porterà con se tre telecamere per riprendere tutto il cammino, con aggiornamenti quotidiani sui chilometri percorsi, racconterà le sensazioni, le difficoltà, le ansie..in un certo senso farà in modo che l’obiettivo della telecamera diventi il suo “Wilson” come in Cast Away. “Farò in modo – ha aggiunto – di far vivere il viaggio anche a chi deciderà di seguirmi sui social”. Giulio, sfiderà le intemperie, le notti fredde e buie, vento, pioggia, fango, sfruttando al meglio le poche ore di luce che avrà a disposizione. Sopporterà i dolori fisici e psicologici che inevitabilmente un’impresa del genere comporta. Lungo il percorso spera di trovare conforto e accoglienza, facendo conoscenze nei luoghi che attraverserà. Circa 35 chilometri al giorno, da solo, senza sostegno esterno, la vedo come una impresa eroica, che risulterebbe nel suo genere unica in Sicilia. Una forma di pellegrinaggio, che richiama il cammino di Santiago de Compostela, ma in questo caso tutto siciliano.





