No profit su Pandemia. Diritto a vaccinazione garantito a tutti

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Lo scorso 29 maggio per la Giornata europea No profit sulla Pandemia abbiamo dato vita ad una raccolta firme in provincia di Ragusa per chiedere alle Istituzioni nazionali, internazionali e transnazionali di riconoscere l’accesso ai vaccini per tutti a livello globale.
Con la parola d’ordine “Nessun profitto sulla pandemia” ci siamo rivolti alla Commissione Europea affinché faccia quanto in suo potere per rendere i vaccini e le cure anti pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e a tutte.
Dentro questa visione abbiamo accolto, nei giorni scorsi, l’invito dell’Asp 7 Ragusa rivolto alla CGIL, Caritas ed Emergency per pianificare insieme una campagna di vaccinazione destinata agli stranieri presenti nel nostro territorio, con particolare riferimento ai più fragili, ovvero le persone non in possesso di regolare titolo di soggiorno, persone senza fissa dimora e gli invisibili che la pandemia ha reso ancora più vulnerabili.
Abbiamo accolto con grande favore e condivisione l’iniziativa dell’Asp per l’approccio alla questione in piena sintonia con i principi costituzionali a garanzia del diritto alla salute di tutte e tutti, dimostrando la giusta sensibilità e per la ricerca delle sinergie con le realtà del territorio che da anni sono impegnate sul fronte immigrazione.
Insieme, CGIL, Caritas ed Emergency hanno dato un importante contributo alla pianificazione e all’organizzazione delle attività che saranno avviate già a partire dai prossimi giorni.
E’ importante il nostro lavoro di collaborazione con l’Asp soprattutto perchè permette di rendere realmente praticabili, azioni di accesso a bassa soglia al servizio, grazie anche all’agire di prossimità, peculiarità dell’azione e dell’intervento di tutte e tre le organizzazioni, che permette di raggiungere le persone interessate in tutti i luoghi.
Questo rappresenta un passo in avanti importante nella campagna vaccinale del nostro territorio, soprattutto perché rappresenta un chiaro segnale in controtendenza rispetto a chi continua a fomentare tensioni e discriminazione, specie in un momento delicato dove le diseguaglianze sono emerse ed aumentate e rischiano di aggravarsi ulteriormente, se non si interviene attraverso politiche che abbiano come obiettivo la coesione e l’inclusione.

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