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Territorio Ragusa: La situazione in città sfugge di mano a Cassì

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“L’evolversi veloce della situazione in città preoccupa non poco i cittadini, c’è forse un allarmismo eccessivo ma l’attendismo del primo cittadino e una strategia dei pannicelli caldi non contribuisce, di certo, a rasserenare l’ambiente.”
È il Direttivo di Territorio che giunge a queste conclusioni, dopo una riunione urgente per fare il punto sulle diverse e numerose sollecitazioni e segnalazioni che arrivano costantemente dai cittadini.
“Il Sindaco, quale massima autorità sanitaria della città, non assume un comportamento e una linea rassicurante: la situazione sembra sfuggirgli di mano.
Decisioni che si accavallano, precedute dalle dichiarazioni di attesa delle disposizioni regionali e nazionali, accuse di isteria collettiva della politica e dei cittadini, si perde tempo a disquisire sulle effettive competenze per ordinare chiusure e prescrizioni, ma intanto la gente vede che da noi sale il numero dei positivi, dei ricoverati, dell’occupazione delle terapie intensive, mentre gli altri sindaci, da Palermo all’ennese, chiudono le scuole e adottano provvedimenti restrittivi, d’altronde come permesso dalle disposizioni nazionali.”
“Ove le normative non consentono determinai provvedimenti al primo cittadino, è lui stesso che deve sollecitare adeguate decisioni dagli organi superiori, facendo valer autorevolezza e, soprattutto, facendosi portatore delle istanze della città”
Lo sottolinea il segretario cittadino Michele Tasca che aggiunge: “La stampa nazionale parla di coinvolgimento dei Comitati per l’Ordine Pubblico, ordinato dal Governo, il Sindaco ne rivendica, invece, la richiesta di convocazione, vantando misure che ci appaiono come pannicelli caldi.
L’elenco delle piazzette e dei luoghi interdetti alla sosta delle persone, dalle 16 alle 22, ci sembra solo una misura per distrarre dallo smarrimento che pervade l’amministrazione e il suo capo.
Ci sono tanti altri luoghi, oltre a quelli dell’elenco, dove giovani e meno giovani possono radunarsi, tanto valeva fare una ordinanza di divieto di assembramento per più di tre o quattro persone e si sgombrava il campo dalle inevitabili indecisioni e domande su quello che si può fare e non si può fare.”
Aggiungono i componenti del Direttivo di Territorio: “Decisioni tardive, contro gli assembramenti il Sindaco doveva intervenire da tempo, non ultimo per quelli all’esterno degli edifici scolastici, il PD e il suo leader provinciale hanno lanciato la richiesta di zona rossa e Cassì non ha saputo cogliere al volo l’opportunità che assume l’aspetto, ad ogni giorno che passa, di una scelta obbligata.
Pannicelli caldi l’ordinanza sui cimiteri e la decisione di mettere a disposizione il Teatro Tenda per lo screening dei tamponi rapidi dopo l’incolpevole sbandata del falso drive-in.”
“Dappertutto ci sono sindaci che prendono decisioni, anche forti, ci sono sindaci che chiudono le scuole e determinano provvedimenti per le categorie in difficoltà, il nostro Sindaco, senza alcuna voce dissonante in Giunta, continua a preoccuparsi dell’isteria collettiva, delle scelte che sarebbero fatte per convogliare consenso e all’insegna del protagonismo, preoccupato di non eccepire nulla a Musumeci e a Razza, mentre gli eventi e i fatti passano sulla sua testa” è la conclusione di Michele Tasca che aggiunge l’ultimo tassello di questo quadro di contestazioni per le quali la gente attende risposte: “Sintomatico di come il primo cittadino viva questo momento è il caso del reparto di Pediatria del ‘Giovanni Paolo II”; la rimodulazione dei reparti aveva determinato il suo trasferimento temporaneo al presidio ospedaliero di Vittoria, nessun commento né protesta del nostro sindaco, nonostante l’allarme determinato in città, ieri una nota dell’ASP, in verità assai tardiva anch’essa, ci informa che entro la fine di novembre, tra meno di venti giorni, sarà allestito il nuovo reparto di Pediatria per il quale si lavora da tempo. Fin troppo evidente che il Sindaco non ne sapeva nulla, per non aver detto nulla in occasione della chiusura delle attuali stanze di degenza”

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