Arrivano 296 migranti al porto di Pozzallo, traghettati dalla unità navale portoghese Francisco De Almeida, e il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, esprime “preoccupazione per il mantenimento dell’ordine all’interno dell’hotspot”.
E lo fa a modo suo, dando un colpo alla botte ed un altro al cerchio. Elogia le forze dell’ordine, difende, pro domo sua, l’operato del ministro dell’Interno uscente, Marco Minniti, e si permette anche di dettare l’agenda per il ministro che gli subentrerà.
E no caro sindaco, non ci siamo. Se il centro di primo soccorso hotspot di Pozzallo può ospitare 180 persone e non 296, lei, ieri stesso, al momento dello sbarco, avrebbe dovuto pretendere il rispetto della convenzione sottoscritta tra Comune e Prefettura, opponendosi, in nome della legge, al sovraffollamento della struttura per motivi di sicurezza oltre che di ordine igienico-sanitario.La difesa della legalità a parole non serve a nulla.
Affermare come lei ha fatto “vogliamo continuare a esercitare il ruolo che la geografia assegna alla città di Pozzallo con grande umanità e con una politica diaccoglienza degna di un Paese civile, ma va assicurata serenità e tranquillità ai miei concittadini”, significa pretendere “la botte piena e la moglie ubriaca”.
La geografia non assegna un bel nulla. E’ la politica che non funziona. In quanto Paese frontaliero, dunque, l’Italia ed i suoi porti, Pozzallo in primis, dovrebbero continuare ad accogliere vita natural durante intere popolazioni in fuga, mentre Danimarca, Svezia, Norvegia, Austria, Germania, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, con l’Europa che sta a guardare, hanno chiuso i loro confini e non vogliono sentir parlare di quote di ricollocamento?
Politica di accoglienza? Quale? Quella dei Cara di Mineo, di Isola Capo Rizzuto, di Borgo Mezzanone, trasformati da spregiudicati uomini di affare in isole delmalaffare?
O quella di strutture fatiscenti gestite da cooperative fasulle e truffaldine che trattano i migranti come bestie pensando solo di trarre il massimo profitto da questo business senza fine?
Il voto del 4 marzo 2018 va letto con onestà intellettuale!La stragrande maggioranza degli italiani ha praticamentemandato a quel paese parolai e buonisti di maniera che si sono succeduti nei governi presieduti da Letta, Renzi e Gentiloni.
Con il ministro Minniti (a Cesare quello che gli spetta), gli sbarchi nel 2017 sono diminuiti, ma il risultato finale, purtroppo, non è cambiato: i trafficanti di vite umane edi loro complici interni ed esterni continuano ad incrementare i loro sporchi affari!
Oggi è da irresponsabili immaginare di risolvere il problema immane del fenomeno migratorio con la retorica buonista, tendenziosa, ruffiana e clientelaredello status quo. Sappiamo bene che gli sbarchi producono posti di lavoro, medagliette e mance ministeriali. Tuttavia la storia contemporanea va raccontata e letta attentamente, nel suo contesto umano-sociale-antropologico, al di là di interessi di parte, infingimenti, ipocrisie e mistificazioni.





