Violenza domestica nel Ragusano: tre arresti dei Carabinieri tra Pozzallo e Scicli

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POZZALLO/SCICLI, 15 Settembre 2026 – La violenza domestica e i maltrattamenti in famiglia continuano a rappresentare una priorità assoluta per le forze dell’ordine e la magistratura. Nel territorio ibleo, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti.

I provvedimenti restrittivi, eseguiti dai Carabinieri della Tenenza di Scicli e della Stazione di Pozzallo, colpiscono due residenti a Pozzallo e un 39enne di Scicli, tutti gravemente indiziati di condotte vessatorie, violente e persecutorie consumate all’interno delle mura domestiche. Le indagini, condotte in stretto coordinamento con la Procura ragusana, sono scattate tempestivamente a seguito delle denunce presentate dalle vittime presso i comandi territoriali dell’Arma.

Il caso del 37enne di Pozzallo: l’uomo avrebbe inizialmente attuato gravi condotte vessatorie nei confronti degli anziani genitori conviventi, arrivando in più occasioni a cagionare loro lesioni personali. Sebbene fosse già sottoposto al regime degli arresti domiciliari per questi reati, il 37enne avrebbe continuato a maltrattare la propria compagna anche alla presenza del figlio minore, rendendo indispensabile l’aggravamento della misura con il trasferimento in carcere.

Sempre a Pozzallo, un 33enne è finito in manette per aver ripetutamente maltrattato l’anziano padre. Il quadro indiziario descrive continue minacce di morte e devastazioni degli arredi domestici compiute durante improvvisi raptus di violenza, motivando la decisione del GIP di disporre la custodia cautelare in istituto penitenziario.

Un 39enne residente nel centro sciclitano si sarebbe reso responsabile di aggressioni e percosse ai danni della compagna convivente, anche in questo caso alla presenza dei figli e provocandole ferite al volto. Nonostante fosse già gravato dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, l’indagato avrebbe violato le prescrizioni rendendosi protagonista di nuovi episodi di violenza.

L’efficace e tempestiva attività investigativa condotta dai Carabinieri ha permesso di interrompere una spirale di violenza domestica, scongiurando il pericolo di conseguenze ancora più gravi per l’incolumità psicofisica delle vittime.

I tre indagati dovranno ora rispondere del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, fattispecie aggravata e tutelata in modo stringente dalle disposizioni del cosiddetto “codice rosso”.

Si ricorda che, nel rispetto dei principi costituzionali, le posizioni degli indagati sono attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria e che tutte le ipotesi accusatorie formulate dalla Procura dovranno trovare piena conferma nel corso del successivo iter processuale, quando si instaurerà il contraddittorio tra le parti.

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