
Un devastante terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito l’isola di Flores, nell’Indonesia orientale, alle 5:58 locali di sabato 15 agosto 2026. Secondo i dati diffusi dallo USGS, l’epicentro è stato localizzato a circa 68 chilometri a nord-nord-ovest di Ende, a una profondità estremamente superficiale di appena 10 chilometri.
La scossa principale, avvertita con forza sia lungo la costa che nell’entroterra, ha scatenato il panico generale. Nelle prime ore successive all’evento è stata diramata un’allerta tsunami, poi revocata dalle autorità meteorologiche locali, non prima tuttavia che alcune onde anomale bagnassero i litorali lasciandosi dietro fango, detriti e imbarcazioni arenate.
La terra non ha smesso di tremare: l’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri ha censito ben 995 scosse di assestamento, di cui 46 chiaramente percepite dalla popolazione, alimentando una costante percezione di pericolo tra residenti e turisti.
Il bilancio provvisorio dell’evento tragico è salito nelle ultime ore: dai primi dati di 51 vittime, si contano ora almeno 53 morti e 135 feriti (aggiornamento di domenica 16 agosto), mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie.
Aree più colpite: I distretti di Manggarai, East Manggarai e Nagekeo (provincia di East Nusa Tenggara).
Infrastrutture danneggiate: Oltre 900 abitazioni distrutte e circa 450 gravemente lesionate.
Sfollati: Circa 5.000 persone hanno trovato rifugio in tende e strutture d’emergenza allestite temporaneamente.
Un capitolo di massima delicatezza riguarda la presenza italiana. Secondo i riscontri consolari, sull’isola di Flores si trovavano circa 700 italiani non residenti. Dati che si inseriscono in un contesto più ampio: in tutta l’Indonesia risiedono oltre 2.000 iscritti all’AIRE, mentre circa 6.000 connazionali non residenti risultano registrati sul portale ministeriale “Dove siamo nel mondo”. Flores e la vicina area del Parco di Komodo rappresentano infatti mete naturalistiche e di trekking tra le preferite dai viaggiatori italiani.
La Trans-Flores Highway, l’arteria stradale di circa 700 chilometri che attraversa l’isola da ovest a est, è bloccata in più punti da enormi frane provocate dal sisma.
Gli spostamenti verso i centri urbani e i piccoli scali aeroportuali sono insicuri, rendendo le evacuazioni immediate di fatto impraticabili.
Ospedali sotto pressione — con pazienti curati nei corridoi —, elettricità a singhiozzo e linee telefoniche estremamente discontinue rendono difficile il coordinamento.
L’Ambasciata d’Italia a Jakarta e l’Unità di Crisi del MAECI sono operative h24 per mappare le presenze, verificare le condizioni dei viaggiatori e discernere chi risulta irraggiungibile per problemi di segnale da chi necessita di soccorsi sanitari o logistici.
Numeri di emergenza attivi:
Ambasciata d’Italia a Jakarta (cellulare di emergenza): +62 815 1811344
Unità di Crisi della Farnesina (Roma): +39 06 36225
Alle persone presenti sul posto viene raccomandato di mantenere la calma, evitare spostamenti non essenziali nelle zone a rischio frane o soggette a repliche sismiche, seguire rigorosamente le disposizioni delle autorità locali e aggiornare tempestivamente la propria posizione tramite il portale o l’app “Dove siamo nel mondo”.


