
Ragusa, 14 agosto 2026 – Il caos generato dalla chiusura e dalle limitazioni operative degli aeroporti di Catania e Comiso sta producendo un danno economico senza precedenti per l’intero comparto turistico e commerciale del territorio ibleo. Da alcuni giorni la Cna territoriale di Ragusa è letteralmente sommersa da telefonate, messaggi e segnalazioni: a contattare l’associazione sono soprattutto gestori di strutture alberghiere ed extralberghiere, ristoratori e operatori dell’indotto che stanno vivendo ore di angoscia e disorientamento. Prenotazioni saltate, vacanze riposizionate su Palermo, turisti costretti a spostarsi per centinaia di chilometri, notti insonni per riorganizzare arrivi e partenze, costi imprevisti per Ncc e trasferimenti: una confusione che sta mettendo in ginocchio un settore già provato da altre emergenze recenti.
«Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni – spiega il presidente territoriale Cna Ragusa, Giampaolo Roccuzzo – e tutte raccontano la stessa storia: disdette, cancellazioni, posticipazioni, pernottamenti persi, trasferte improvvisate. L’indotto è allo stremo. Non si può pensare che un territorio intero debba resistere da solo davanti a un disastro di questa portata. È agosto, il mese economicamente più importante dell’anno: ogni giorno perso significa un colpo durissimo per le imprese e per i lavoratori».
Il segretario territoriale Carmelo Caccamo sottolinea come questa situazione non sia frutto del caso, ma di un problema strutturale che la Cna denuncia da anni. «Non ci si può accorgere di Comiso solo quando Catania va in tilt. È da tempo che diciamo che lo scalo è stato marginalizzato, trattato come una ruota di scorta. Più volte abbiamo evidenziato la questione e chiesto alla Sac di assumere impegni, in incontri con i portatori di interessi del territorio, che erano stati presi ma, a quanto pare, non attuati. E oggi paghiamo il prezzo di questa miopia. Non esiste un piano strategico alternativo, non esistono collegamenti rapidi tra Catania e Palermo, non esiste una rete di trasporti interna degna di una regione che vive di turismo. È inaccettabile che un evento naturale, come la cenere dell’Etna, paralizzi un’intera economia».
Roccuzzo e Caccamo ricordano che il territorio ha già subito danni enormi negli ultimi anni: l’incendio all’aeroporto di Catania, il ciclone “Harry”, anche se in periodo invernale, altre emergenze che hanno colpito il settore in periodi diversi. «Ma ciò che sta accadendo adesso – aggiungono – è ancora più grave, perché avviene nel cuore dell’estate. Chi risarcirà tutto questo? Chi si farà carico delle perdite? Non possiamo lasciare sole le imprese».
La Cna territoriale di Ragusa chiede alla deputazione regionale dell’area iblea e al presidente del Libero consorzio comunale di farsi carico nei confronti della Regione affinché possa essere predisposto un intervento straordinario immediato, con l’istituzione di un fondo specifico di ristoro destinato a tutte le categorie economiche colpite, non solo agli alberghi ma all’intero indotto: ristorazione, trasporti, servizi turistici, attività commerciali. «Serve un segnale forte – concludono Roccuzzo e Caccamo – perché la Sicilia non può continuare a vivere di emergenze e improvvisazione. È tempo di assumersi responsabilità e di proteggere chi lavora, chi investe, chi tiene in piedi l’economia del territorio».



1 commento su “Caos aeroporti. La Cna di Ragusa sollecita ristori per le imprese colpite dai danni economici”
..fatelo con i soldi vostri e non pubblici (e quindi nostri..)