
MALTA, 06 Agosto 2026 – Settecentomila euro galleggiano davanti a Casuzze. Su un motoscafo fermo al largo resta un tredicenne, mentre suo padre, Jeffrey Cassar, viene arrestato a Malta con l’accusa di avere violato le condizioni della libertà su cauzione. Un episodio che, con l’arresto di Cassar, cambia radicalmente scala e prospettiva investigativa.
La vicenda ha origine al largo delle coste di Casuzze, nel Ragusano, dove il ritrovamento del denaro e del natante con a bordo il minore ha attivato l’attenzione degli inquirenti. “Il filo di questa inchiesta – dice il collega Giuseppa Bascietto – parte proprio da quella barca per tracciare una rotta che unisce Malta al Sud Est siciliano, passando per Marsa, relazioni d’affari, flussi di denaro e possibili connessioni con ambienti della criminalità organizzata locale.
Poco più a sud, a Birżebbuġa, il Malta Freeport — affacciato sul porto di Marsaxlokk — rappresenta uno dei principali snodi mediterranei per il traffico dei container. È proprio qui che si inserisce una pista complessa che collega l’area portuale di Guayaquil, in Ecuador, a società europee, a possibili passaggi africani, all’isola di Malta e infine alle coste del Sud Est della Sicilia.
L’intreccio si sviluppa attraverso una fitta rete di nomi, interessi e rapporti che attraversa i territori di Comiso, Santa Croce Camerina e Vittoria. Attraverso atti, fonti e precedenti giudiziari, l’attenzione si concentra sui collegamenti da verificare tra ambienti criminali albanesi e gruppi operativi locali.
Quella che sembrava una vicenda circoscritta al litorale ragusano si conferma dunque come uno squarcio aperto sul cuore invisibile dei traffici nel Mediterraneo.


