Schininà e Calabrese (PD Ragusa): “Il brand della città non può diventare quello del movimento del sindaco”

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Ragusa, 15 luglio 2026 – “Il dibattito nato dopo la collocazione del city brand alla rotatoria del Balcone Mazzarelli ha riportato al centro dell’attenzione l’identità visiva scelta dal Comune. Il sindaco Cassì ha difeso quel manufatto, spiegando che non è un cartello stradale ma il marchio unitario con cui Ragusa viene promossa attraverso il portale turistico e la comunicazione istituzionale. Proprio questa rivendicazione rende ancora più evidente una contraddizione che non può essere ignorata: il movimento ‘Direzione Ragusa’ utilizza un logo che riprende chiaramente gli elementi distintivi del brand pubblico”.

Lo dichiarano Riccardo Schininà, segretario del circolo di Ragusa del Partito Democratico, e Peppe Calabrese, capogruppo del PD in Consiglio comunale.

“Il city brand ‘RAGUSA’ – spiegano i due esponenti dem – con la ‘U’ sostituita da un segno grafico che ricorda un sorriso, è stato presentato nel dicembre 2021, commissionato a un professionista e acquistato dal Comune con risorse pubbliche per rappresentare e promuovere l’intera città. Non è il logo dell’amministrazione Cassì, ma un patrimonio immateriale dell’ente e quindi di tutti i cittadini. Quasi due anni dopo, nel novembre 2023, è comparso il logo di ‘Direzione Ragusa’, movimento politico del sindaco. La costruzione grafica riprende gli elementi distintivi del brand istituzionale: la stessa parola ‘RAGUSA’, i caratteri maiuscoli fortemente distanziati e, soprattutto, il sorriso al posto della ‘U’, la cui estremità destra viene leggermente inclinata e prolungata verso l’alto fino a trasformarsi in una freccia”.

“Non contestiamo il diritto di un movimento politico a scegliere il proprio simbolo – continuano il segretario e il capogruppo – ma la scelta di costruire la propria identità visiva riprendendo quella del Comune. Da quasi tre anni i due marchi convivono, mentre l’Amministrazione utilizza con crescente intensità il city brand nella promozione turistica, negli eventi e nella comunicazione istituzionale. Questa esposizione parallela finisce inevitabilmente per associare, agli occhi dei cittadini, l’immagine del Comune a quella del movimento del sindaco”.

“Se c’è una persona che avrebbe dovuto comprendere l’inopportunità di questa scelta è proprio Cassì – dichiara in particolare Schininà – perché è stato lui a promuovere il city brand come simbolo dell’intera comunità e avrebbe dovuto essere il primo a impedire che il movimento a lui riconducibile ne riprendesse gli elementi distintivi. Chi ricopre un ruolo istituzionale deve mantenere una netta separazione tra ciò che appartiene al Comune e ciò che appartiene alla propria parte politica”.

“Ci sembra paradossale doverlo sottolineare proprio mentre il sindaco rivendica l’unicità e il valore del marchio – aggiunge Calabrese -: ciò che è stato realizzato con denaro pubblico appartiene alla collettività e non può servire a rafforzare il patrimonio comunicativo di una forza politica. Del resto, questa vicenda conferma una visione della città che non condividiamo: quando l’identità di Ragusa viene concepita innanzitutto come un brand, trasformando una intera comunità in qualcosa da esporre e vendere, il confine tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica rischia inevitabilmente di assottigliarsi. Per noi, invece, Ragusa è prima di tutto i suoi cittadini, non un marchio”.

“Chiediamo, dunque – concludono – che ‘Direzione Ragusa’ adotti un’identità grafica autonoma e sollecitiamo l’Amministrazione affinché tuteli il proprio brand. In assenza di un chiarimento, il PD valuterà ogni iniziativa utile nelle sedi competenti”.

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