Dalla letteratura all’inclusione: il ponte culturale di Wafaa El Beih tra Italia ed Egitto…di Domenico Pisana

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel panorama culturale contemporaneo il dialogo tra l’Europa e il mondo arabo, l’Egitto e l’Italia, si nutre del lavoro instancabile di accademici capaci di farsi interpreti e mediatori di identità complesse. Tra queste figure spicca sicuramente Wafaa El Beih, Ordinaria di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea presso l’Università di Helwan (Cairo), critico letterario, scrittrice e traduttrice egiziana con una carriera radicata nell’eccellenza accademica e coronata da prestigiosi riconoscimenti internazionali, tale da rappresentare oggi un punto di riferimento importante per lo studio e la diffusione della lingua e della letteratura italiana nel mondo arabo.
Recentemente, Wafaa El Beih in Italia ha preso parte al convegno sul tema “Intangible Heritage Horizons and Echos: safguarding the invisible”(“Orizzonti ed echi del patrimonio immateriale: salvaguardare l’invisibile”), promosso dall’Heritage International Institute in collaborazione con l’Università di Parma e Sciences Po, facendosi apprezzare per un intervento sul tema: “Linguistic Archeology along the Nile” ( “Archeologia linguistica lungo il Nilo”).
Un altro evento importante che ha visto protagonista Wafaa El Beih è stato il primo Forum dell’Istruzione Tecnica e Professionale dei Paesi del Mediterraneo, che si è tenuto al Cairo il 5 e 6 giugno 2026 sotto il patrocinio del Ministro dell’Istruzione e del Merito italiano, Giuseppe Valditara, e del suo omologo egiziano, Mohamed Abdel Latif, evento al quale hanno partecipato delegazioni di vari Paesi dell’area mediterranea, scuole, ITS Academy e imprese.
La presenza di Wafaa El Beih a questo tavolo di lavoro non è stata affatto casuale, ma legata al suo ruolo cruciale nelle relazioni accademico-culturali tra Italia ed Egitto, atteso che la sua figura si inserisce perfettamente come “mediatrice” e garante accademica per la cooperazione educativa e per l’adozione del modello italiano degli Istituti Tecnici Superiori in Egitto, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma per il Mediterraneo in grado di rendere l’asse Roma-Il Cairo il motore di una “grande alleanza delle competenze” coniugando istruzione, sviluppo economico e gestione dei flussi migratori attraverso la formazione mirata.

I rapporti di Wafaa El Beih con le Università italiane

La fitta rete di relazioni che unisce Wafaa El Beih alle Università italiane rappresenta uno degli assi portanti della sua attività accademica. Questo legame non si esaurisce nella pura ricerca scientifica, ma si declina attraverso collaborazioni didattiche trasversali, l’adozione istituzionale dei suoi studi critici nei programmi di alta formazione e un costante ruolo di cerniera diplomatica e culturale tra gli atenei della penisola e quelli egiziani.
Il rapporto con l’Università di Bologna (Alma Mater Studiorum) evidenzia la centralità della figura di El Beih nel panorama della saggistica critica italiana. La sua produzione scientifica è entrata stabilmente nei programmi didattici dell’ateneo bolognese, diventando materiale di riferimento per corsi di laurea specialistica e magistrale. I suoi lavori focalizzati sulla letteratura di genere e sul primo Novecento – come il celebre saggio del 2009 Il tragico ne “La madre” di Grazia Deledda – sono inseriti nella bibliografia d’esame istituzionale di insegnamenti chiave, tra cui il corso in Letteratura Italiana delle Donne, integrato nel prestigioso programma di laurea magistrale europeo GEMMA (dedicato agli studi di genere e alle letterature comparate e postcoloniali). Gli studenti dell’Alma Mater si interfacciano così regolarmente con le sue griglie interpretative, che uniscono il rigore filologico italiano a uno sguardo critico squisitamente internazionale.
Wafaa El Beih ha collaborato attivamente anche con docenti e dipartimenti della “Sapienza Università di Roma” e dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, sviluppando accordi di partenariato per lo scambio di docenti, ricercatori e studenti tra gli atenei romani e le università del Cairo (in primis Helwan e Al-Azhar) e facendo da raccordo scientifico per l’esportazione del modello formativo accademico-tecnico in Egitto.

La Sicilia in lingua araba: da Brancati a Pirandello lungo le vie della cultura

Per un’italianista del suo calibro, la Sicilia rappresenta un nucleo letterario di fondamentale importanza. Il rapporto di Wafaa El Beih con l’isola si esprime magistralmente attraverso il suo lavoro di traduzione, con cui ha reso accessibili al pubblico arabofono capolavori assoluti e spaccati storici della sicilianità. Ha curato la traduzione in arabo di uno dei romanzi più iconici sulla cultura e sui costumi siciliani del Novecento, Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati; ha tradotto in arabo Don Giovanni in Sicilia (pubblicato a Milano nel 2023 per la casa editrice Almutawassit), consolidando il suo ruolo di massima divulgatrice della satira sociale brancatiana nel mondo arabo.
Nel 2023 ha tradotto l’opera cardine del premio Nobel agrigentino, Sei personaggi in cerca d’autore, stampata al Cairo per le edizioni Osiris; la sua attività di ricerca e saggistica (con decine di pubblicazioni su prestigiose riviste come la Rivista di Letteratura Italiana) si è anche concentrata su temi caldi del nostro tempo: l’identità e l’alterità, l’esilio, il viaggio come riconciliazione dell’io, l’immagine dell’Islam nella stampa italiana e l’interscambio scientifico-letterario lungo la Via della Seta. Inoltre, Wafaa El Beih ha dedicato una parte fondamentale del suo impegno alla didattica della lingua italiana come Lingua Straniera in Egitto, è co-autrice di manuali scolastici (come gli adattamenti di Progetto italiano junior per le scuole egiziane in collaborazione con Edilingua) e siede altresì nei comitati ministeriali egiziani per lo sviluppo metodologico dell’insegnamento dell’italiano.

Oltre l’accademia: la traduzione e l’impegno per la pace

Il profilo di Wafaa El Beih non si esaurisce sicuramente nelle aule universitarie. Dal 2016 guida il gruppo di lavoro per la traduzione da e verso l’italiano presso il Centro di al-Azhar per la Traduzione, un’istituzione chiave nel dialogo interreligioso e interculturale globale. In questo ruolo ha curato e revisionato testi di cruciale importanza, tra cui i discorsi del Grande Imam di al-Azhar sulla tolleranza, la pace e la fratellanza. Dal dicembre 2022 è inoltre Capo commissione degli esami PLIDA in Egitto per la Società Dante Alighieri, certificando ufficialmente le competenze linguistiche di migliaia di studenti egiziani.
Un impegno così profondo e bilaterale non è passato inosservato alle istituzioni. Nel corso degli anni, Wafaa El Beih ha ricevuto massimi encomi sia in Italia che nel mondo arabo, tra i quali spiccano quello di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia (9 dicembre 2020), Onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Italiana per i suoi eccezionali meriti nella promozione dei rapporti di amicizia e collaborazione tra Italia e Egitto; e il Premio d’Onore alla Carriera (2022), assegnato dalla prestigiosa Fondazione letteraria libanese Naji Naaman per l’insieme delle sue opere complete.
Come relatrice e coordinatrice di panel nei congressi dell’ADI (Associazione degli Italianisti), El Beih sta crescendo una nuova generazione di studiosi, e sotto la sua guida sono fiorite tesi di dottorato e master che esplorano i legami comparativi più affascinanti: dal sufismo contemporaneo in Italia alla letteratura della migrazione fino alle sovrapposizioni tra le opere di Luigi Capuana e quelle dello scrittore egiziano Abdel Tawab Yosef.
In un’epoca di crescenti complessità geopolitiche, l’attività complessiva di Wafaa El Beih dimostra che la letteratura, la lingua e la traduzione non sono semplici esercizi accademici, ma veri e propri avamposti di dialogo culturale, capaci di trasformare il Mar Mediterraneo non in una barriera, ma in un corridoio di conoscenza reciproca; tra questi avamposti merita di essere ricordata la Rubrica “Poesia e Letteratura” che mira ad accrescere il dialogo culturale e di amicizia tra Italia ed Egitto e che va in inda sul canale You Tube di Egitto ora, coordinata dal prof. Ossama Fawzy, e alla quale El Beih offre spesso rilevante collaborazione.

Il poeta James Sanua: l’intellettuale sulla frontiera del neo-rinascimento egiziano

Tra le opere di Wafaa El Beih merita di certo un notevole apprezzamento il libro La poesia italiana di James Sanua. L’arabo anziano e altri scritti, pubblicato in Italia da Aracne editrice, 2018, e che riguarda James Sanua, noto anche con lo pseudonimo di Abu Naddara (l’uomo con gli occhiali), nato nel Cairo nel 1839 e morto a Parigi nel 1912, giornalista, attivista nazionalista e drammaturgo, poeta e scrittore.
Si tratta di un volume ove è presente una complessità che pone sul tappeto i rapporti internazionali, il dialogo interreligioso, lo sviluppo delle potenzialità insite nell’attivazione di esperienze di vita, culturali e artistiche riferentesi all’Italia e al mondo arabo, nonché lo spazio di nuove domande in relazione alle forme di solidarietà e di collaborazione tra i popoli, e alla condivisione, nel rispetto delle singole individualità nazionali, di temi che riguardano i rapporti economici, la cultura in senso ampio, le forme della vita sociale, la religione, la famiglia, l’infanzia e l’adolescenza, il lavoro.
Il corpus poetico di James Sanua poggia su temi come la fede, il fato, la rassegnazione, la libertà, l’amore, la Religione, il Monoteismo, la capacità degli Europei, la massoneria, la profanazione, ll Principe di Galles Dialogo tra Saleh e Mohammed, Il circo, Il canto, Armi, etc.
L’indagine critica di Wafaa Raouf El Beih mette in risalto un dato, e cioè che James Sanua anticipa, il modello culturale dell’intellettuale di un neo rinascimento nella sua Egitto; la sua versificazione poggia su un cognitivismo epistemico, non rimanendo neutrale di fronte alla storia, alla società e al mondo, ma, al contrario, prendendo posizione. Egli avverte se stesso, per dirla con Heidegger, come l’uomo della soglia, l’uomo della frontiera, del confine, nel senso che fiuta l’avanzare di un nuovo riformismo nel quale il suo poetare diventa quello spazio dell’anima dove egli parla il linguaggio dell’essere, della spiritualità, dei modelli, dei principi, dei valori non per fissare canoni estetici ma per fornire un importante contributo alla società egiziana in cui vive, e caricando, così, il suo operato di responsabilità.
Senza alcun dubbio, Wafaa El Beih incarna perfettamente la figura di una scrittrice e studiosa dedicata alla ricerca, all’insegnamento e alla traduzione, riuscendo a decodificare l’anima di due mondi, quello italiano e quello arabo, mostrandone le profonde e talvolta insospettabili convergenze.
Il suo rigore accademico, unito a un profondo senso di responsabilità sociale e istituzionale, trasforma la letteratura in uno spazio intercultuale, in un luogo di incontro, di superamento dei pregiudizi e di costruzione della pace. In un presente frammentato da barriere geopolitiche, la sua “scuola critica” e la sua eredità intellettuale indicano una rotta chiara per il futuro, dimostrando che il dialogo interculturale non è un’utopia astratta, ma un cammino concreto che si costruisce, giorno dopo giorno, sulle pagine dei libri e nelle aule universitarie.

© Riproduzione riservata

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Radio RTM Modica
Torna in alto