
Ragusa, 13 luglio 2026 – L’associazione politico-culturale Ragusa in Movimento esprime forte preoccupazione per la chiusura del museo “L’Italia in Africa”, struttura che da anni rappresenta un punto di riferimento per studiosi, appassionati e cultori della storia. Il museo, gestito in maniera totalmente gratuita dallo storico Mario Nobile, risulta oggi non accessibile al pubblico poiché la convenzione che ne regolava l’apertura non è stata rinnovata, nonostante fosse scaduta da molto tempo.
«Siamo di fronte a una situazione che definire approssimativa è persino riduttivo» dichiara il presidente Mario Chiavola. «Il museo è chiuso, i battenti sono serrati e il materiale storico di grande valore conservato all’interno non è fruibile. È un fatto grave, che non può essere considerato normale in una città che dovrebbe avere la cultura tra le sue priorità».
Chiavola sottolinea come il museo “L’Italia in Africa” sia stato reso accessibile negli anni grazie alla disponibilità e alla passione di Mario Nobile, che ha dedicato tempo, competenze e impegno personale affinché la raccolta potesse essere visitata da studiosi, scolaresche e cittadini. «Un volontario ha garantito ciò che l’amministrazione avrebbe dovuto assicurare in modo strutturale. Oggi, invece, ci troviamo davanti a una chiusura che penalizza la città e priva la comunità di un patrimonio storico importante».
Il presidente di Ragusa in Movimento chiede all’amministrazione comunale di intervenire con urgenza: «Chiediamo che sia trovata una soluzione immediata e che si garantisca la normale fruizione del museo. Non si può continuare a gestire la cultura a senso unico, ignorando realtà che meritano attenzione e rispetto. Serve una riflessione a trecentosessanta gradi su come si intende valorizzare il patrimonio culturale della città». Chiavola precisa che l’associazione non intende alimentare polemiche, ma sollecitare un intervento concreto: «In questa fase non vogliamo rivolgere critiche a chicchessia. Chiediamo soltanto che il museo possa riaprire al più presto e tornare fruibile, come accadeva fino a poco tempo fa grazie all’impegno di Mario Nobile. Ragusa merita una gestione culturale all’altezza della sua storia».


