Una vicenda assurda, “irrispettosa” se vogliamo usare un eufemismo (gravissima se vogliamo definirla nel modo corretto), che dimostra l’approssimazione — colpevole — di compagnie aeree che dovrebbero rappresentare un punto di riferimento per la nostra terra e per il nostro aeroporto. Invece, non hanno esitato a lasciare a terra una madre che doveva accompagnare la figlia a Roma, non per svago, ma perché la giovane doveva sottoporsi a un intervento chirurgico.

Ciò che è accaduto alla nostra famiglia ieri, all’aeroporto di Comiso, è assurdo e deprecabile. La protagonista in negativo è AeroItalia. Avevamo prenotato i biglietti Comiso-Roma A/R a nome di mia figlia, indicando correttamente che il viaggio era per motivi di salute e allegando i documenti che attestavano la necessità dell’intervento, e a nome di mia moglie, indicando la stessa motivazione in quanto accompagnatrice.

In aeroporto ci è stato comunicato che non era possibile indicare la stessa motivazione per mia moglie, poiché, in quanto accompagnatrice, il volo non presentava per lei “motivi di salute”. Ne abbiamo preso atto e, seppur non convinti, ci siamo dichiarati pronti a pagare la tariffa del volo per intero, rinunciando alla continuità territoriale. La risposta ricevuta è stata assurda: “La compagnia non permette a sua moglie di volare perché avete indicato una motivazione sbagliata al momento della prenotazione!”.

Di fronte a una situazione che viviamo come inaccettabile, abbiamo presentato le doverose e civili rimostranze, riconoscendo l’errore commesso in fase di prenotazione ma chiedendo semplicemente di poter acquistare un nuovo biglietto, poiché non potevamo permettere che nostra figlia viaggiasse da sola verso l’ospedale. Le operatrici dell’aeroporto si sono messe in contatto con AeroItalia, ma la compagnia non ha voluto sentire ragioni: mia moglie non poteva partire. Punto e basta.

Non ho termini per definire tutto questo: assurdo, inconcepibile, grave, allucinante. Ovviamente abbiamo già dato mandato al nostro legale di agire a nostra tutela. Sono stato quindi costretto ad accompagnare mia moglie all’aeroporto di Catania, dove abbiamo acquistato un biglietto Ryanair a prezzo pieno, con l’ultimo volo per Roma in tarda serata, poiché nostra figlia non poteva restare da sola in ospedale dopo l’intervento, come consigliato dai medici. Peraltro, abbiamo dovuto annullare il biglietto di ritorno Roma-Comiso, sempre con AeroItalia, intestato a mia moglie, per acquistarne uno nuovo — fortunatamente trovato sullo stesso aereo.

Ogni altra parola su quanto accaduto sarebbe superflua. Siamo stati vittime di un fatto increscioso firmato AeroItalia. Non c’è altro da aggiungere, se non che ci rivedremo in altre sedi, dove faremo valere i nostri diritti negati.