
Comiso, 08 luglio 2026 – Nel maggio 2024 la SAC aveva comunicato un piano di investimenti per l’aeroporto di Comiso che avrebbe dovuto riguardare non solo cargo, via di rullaggio e viabilità esterna, ma anche il rafforzamento del terminal passeggeri. In quella comunicazione si parlava espressamente di ‘rifunzionalizzazione del terminal con l’aggiunta anche di nuovi gate’. A distanza di tempo, però, dei nuovi gate non si sa più nulla: non risultano un progetto chiaro, un bando, un cronoprogramma o un cantiere”. Lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, intervenendo sul futuro dell’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, anche a seguito della sollecitazione arrivata dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Comiso, recentemente in visita all’Assemblea regionale siciliana. “Peccato che, come al solito, rispetto alle promesse, il quadro sia molto diverso: si continua a parlare quasi esclusivamente di area cargo e dei servizi ad essa collegata, senza minimamente considerare il potenziamento reale dell’aeroporto passeggeri: dov’è finito? I nuovi gate annunciati dove sono?”.
Secondo Stefania Campo, i 47 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione destinati allo scalo di Comiso sono stati raccontati anche come un grande rilancio complessivo dell’aeroporto, mentre nella realtà sono concentrati soprattutto sul cargo e su interventi collegati. “Comiso è prima di tutto un aeroporto che deve servire cittadini, passeggeri, territorio ibleo, turismo, imprese, studenti e lavoratori. E nemmeno gli interventi di pochi milioni annunciati dalla SAC sugli scanner, sui servizi di sicurezza, sulle progettazioni o su aspetti tecnici di secondo livello sono utili, ma non possono essere spacciati per la grande svolta promessa. Non risolvono il problema strutturale dello scalo: più voli, più rotte, più servizi ai passeggeri e una vera integrazione con gli altri aeroporti siciliani”.
La vicenda, secondo Campo, diventa ancora più grave alla luce del caos provocato dalla cenere dell’Etna, con voli cancellati o dirottati, passeggeri costretti a dormire in aeroporto e una gestione complessiva apparsa fragile e impreparata. “L’Etna non è una sorpresa. Il problema non è il vulcano, ma l’assenza di una vera strategia aeroportuale regionale”. Sulla stessa linea Federico Piccitto, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle, ed Eliseo Brighina, rappresentante del gruppo territoriale di Comiso: “Lo scalo di Comiso deve costituire un asset fondamentale per il trasporto aereo siciliano e per l’intero sud-est, lavorando in maniera complementare allo scalo etneo. La realizzazione degli ulteriori gate e delle altre infrastrutture previste dalla programmazione dei fondi FSC è un passaggio imprescindibile per il rilancio della nostra infrastruttura sia in termini di traffico passeggeri che merci. Sono già trascorsi due anni dalla pianificazione degli interventi e ad oggi non ne conosciamo lo stato di attuazione”.
“Per questo – conclude la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo – interrogheremo il governo regionale e la SAC per chiarire punto per punto lo stato reale degli investimenti su Comiso: quanti fondi sono stati programmati, quanti appaltati, quanti liquidati e quali opere siano state effettivamente avviate. E, soprattutto, perché i gate promessi nel 2024, non sono stati realizzati. Forse perché sarebbe stato imbarazzante continuare a investire denaro pubblico su una struttura che a causa della privatizzazione verrà gestita, almeno per il 51%, da un soggetto economico privato? E se fosse così, perché non è stato comunicato in maniera trasparente nemmeno durante i tavoli ufficiali di confronto politico e istituzionale?”


