
RAGUSA, 27 giugno 2026 – Sono due donne libere, anticonformiste, scrittrici di verità e antesignane del loro tempo: Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo. Due figure che hanno attraversato la letteratura con una voce forte, spesso in anticipo rispetto alla sensibilità del loro tempo, raccontando la condizione femminile, la libertà, il desiderio di autodeterminazione e le contraddizioni della società patriarcale. A loro Ragusa ha dedicato due “Camere d’autrice”, all’interno di altrettante strutture ricettive del territorio: il Poggio del Sole Resort e la Tenuta Chiaramonte. Spazi che d’ora in poi non sono più soltanto luoghi di ospitalità, ma anche presìdi culturali, dove le parole delle due scrittrici continuano a vivere attraverso libri, testi e testimonianze messe a disposizione degli ospiti. Le camere, infatti, sono state arricchite con le opere e i libri delle due autrici, diventando veri e propri ambienti di lettura e approfondimento.
L’iniziativa, dal titolo “Abitare la parola, lasciare traccia”, è promossa dalla Consulta Femminile del Comune di Ragusa insieme all’Assessorato comunale alle Pari Opportunità, all’interno del percorso nazionale dell’associazione Toponomastica femminile, che ha l’obiettivo di restituire visibilità alle donne nella memoria pubblica e nei luoghi della quotidianità.
Le camere intitolate a Sapienza e Aleramo si inseriscono proprio in questa prospettiva: trasformare spazi privati e di passaggio in luoghi di riflessione culturale, in cui la presenza delle autrici rimane viva e accessibile. Ieri si sono svolti i due momenti ufficiali: prima a Poggio del Sole Resort con l’intitolazione della camera dedicata a Goliarda Sapienza e successivamente presso la Tenuta Chiaramonte per quella dedicata a Sibilla Aleramo.
La presidente della Consulta Femminile, Gianna Miceli, ha evidenziato come il progetto si inserisca in un percorso più ampio di valorizzazione della presenza femminile nella città e nella cultura: “Abbiamo scelto di dedicare queste strutture, luoghi di passaggio e di svago, a un valore aggiunto: la cultura. Le camere sono state arricchite con i libri più importanti di queste due donne straordinarie, che hanno rappresentato un cambiamento profondo in una società ancora fortemente patriarcale. Sono piccoli passaggi che possono cambiare la storia della nostra comunità, perché aprono finestre attraverso cui far entrare sempre di più la presenza delle donne”.
Sulla stessa linea l’intervento dell’assessora alle Pari Opportunità Elvira Adamo, che ha ribadito il valore del lavoro condiviso tra istituzioni e Consulta: “È importantissimo lavoro sinergico per dare voce alle donne e ricordare due nomi fondamentali della nostra cultura e letteratura, spesso dimenticati. Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo hanno segnato un passaggio decisivo nell’affermazione dei diritti delle donne e non dobbiamo dimenticarle se vogliamo costruire il futuro”.
Determinante la piena adesione da parte delle due strutture ricettive rappresentate dall’imprenditrice Rosamaria Chiaramonte: “Come ricorda il claim, le parole non passano, abitano, ed è una verità profonda. Abbiamo pensato che portare le parole delle donne nelle nostre camere, visitate ogni giorno dalle persone ospiti, potesse essere qualcosa di molto significativo. Non solo per noi che gestiamo le strutture, ma anche per chi arriva e può entrare in contatto con queste storie. Siamo davvero felici di aver accolto con grande gioia questo progetto”.
Un momento di approfondimento è stato dedicato alla figura di Goliarda Sapienza, raccontata da Antonella Bolelli Ferrera, giornalista, scrittrice e conduttrice Rai, che ne ha delineato il profilo umano e letterario. Sapienza viene ricordata come una donna complessa, difficilmente inquadrabile in categorie rigide: attrice, scrittrice, intellettuale libera e spesso in contrasto con le convenzioni del suo tempo. Una vita segnata anche da sofferenze personali, ma trasformata in narrazione potente e autentica. Nel suo romanzo più celebre, “L’arte della gioia”, emerge infatti la figura di una protagonista che rivendica il diritto di scegliere sé stessa e il proprio destino, incarnando una visione radicale di libertà femminile.
“Una donna che ha pagato spesso la libertà delle sue idee – ha ricordato Ferrera – e per molto tempo non è stata compresa. Oggi però la sua voce continua a parlare con forza alle nuove generazioni”.
Gianna Miceli ha poi ricordato Sibilla Aleramo che è stata una delle figure più coraggiose della letteratura italiana del Novecento. Con il romanzo autobiografico Una donna (1906) racconta una scelta rivoluzionaria per il suo tempo: lasciare un matrimonio infelice e una vita imposta dalle convenzioni sociali, pagando anche il doloroso distacco dal figlio. La sua scrittura è testimonianza e ricerca di libertà, un percorso di autoanalisi in cui mette a nudo la propria identità oltre i ruoli imposti. “Camere d’autrice” si conferma così un progetto che intreccia memoria, cultura e accoglienza, trasformando la letteratura in esperienza viva e condivisa.


