
SCICLI, 16 Giugno 2026 – Pagine Facebook gestite da anonimi, notizie false o abilmente modificate con l’uso dell’intelligenza artificiale, e video sensazionalistici studiati per denunciare presunti (e inesistenti) rischi per la pubblica igiene. Davanti a quella che è diventata una vera e propria deriva diffamatoria, l’amministrazione comunale di Scicli ha deciso di dire basta, muovendosi ufficialmente per vie legali.
L’Ente pubblico territoriale ha infatti avviato le procedure per agire in sede penale e civile nei confronti di diversi utenti dei social network. Nel mirino sono finiti sia privati cittadini già identificati, sia profili anonimi che, attraverso pagine personali o di terzi, portano avanti una quotidiana attività di sciacallaggio digitale con l’unico obiettivo di screditare l’operato del Comune e l’immagine dell’intera comunità di Scicli.
Una decisione definita sofferta ma ormai inevitabile da parte dei vertici di Palazzo di Città. Negli ultimi tempi si è registrato un dilagare incontrollato di malcostume, derisione e maldicenza. Particolarmente grave viene ritenuta la malevola diffusione di finti allarmi sociali, veicolati tramite la facile propagazione di insinuazioni e contenuti alterati. Un meccanismo tossico che punta a colpire direttamente le istituzioni cittadine, instillando nei lettori risentimento, rancore e sospetti del tutto infondati.
L’obiettivo della duplice azione legale (civile e penale) intrapresa dall’amministrazione è chiaro: sventare e punire l’uso indiscriminato dei social media da parte di figure che, protette dal paravento dell’anonimato, cercano costantemente di manipolare l’opinione pubblica. Una campagna d’odio e disinformazione che finisce per colpire non solo la politica, ma anche i dipendenti comunali e tutti coloro che lavorano quotidianamente al servizio della comunità. Da oggi, la difesa della verità e della dignità cittadina si sposta nelle aule di tribunale.



1 commento su “Attacchi social, il Comune di Scicli sporge denuncia”
L’unico limite è il rischio di soffocare il dissenso.
E nel periodo delle restrizioni ne abbiamo constatato la portata.