Ponte del 2 giugno, Manenti (Confcommercio Sicilia): “Primo banco di prova per l’isola dopo il ciclone Harry”

Attesi oltre 1,1 milioni di arrivi e fino a 600 milioni di euro di ricadute”
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Palermo, 30 maggio 2026 – «Il ponte del 2 giugno è il primo vero banco di prova per la stagione estiva in Sicilia, dopo un anno in cui migliaia di imprese del turismo e del commercio hanno dovuto fare i conti con i danni e le conseguenze del ciclone Harry. I segnali che arrivano dalle prenotazioni e dalle ricerche online sono incoraggianti, ma non possiamo permetterci trionfalismi: è il momento di consolidare, non di disperdere». Lo dice il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti.

Le analisi sulle ricerche di viaggio per il ponte del 2 giugno confermano la Sicilia tra le mete più desiderate, grazie alla possibilità di unire mare, città d’arte, borghi e percorsi enogastronomici in pochi giorni. Le query legate a “ponte 2 giugno Sicilia” risultano in forte crescita, segno di un interesse concreto verso l’isola come destinazione per il primo assaggio d’estate.

«La voglia di partire c’è, e la Sicilia è stabilmente nelle ricerche degli italiani – sottolinea Manenti –. Questo ci dice che il brand Sicilia tiene, nonostante un anno difficilissimo per molte strutture ricettive e per le attività commerciali colpite dal maltempo e dal ciclone Harry. Ora dobbiamo trasformare questo interesse in presenze reali e spesa sul territorio».

Secondo le elaborazioni dell’ufficio studi nazionali della confederazione, con l’applicazione di una quota prudenziale riferita alla capacità ricettiva, al peso turistico dell’isola e all’andamento delle ricerche online, Confcommercio Sicilia stima che tra l’8 e il 9% dei viaggiatori che resteranno in Italia possa scegliere la Sicilia.

Questo significa: oltre 1,1 milioni di italiani in arrivo nell’isola nel periodo del ponte; un giro d’affari potenziale fra i 550 e i 600 milioni di euro, tra alloggio, ristorazione, commercio, servizi e mobilità. «Parliamo di numeri importanti – evidenzia Manenti – che possono rappresentare ossigeno puro per alberghi, B&B, ristoranti, bar, stabilimenti balneari, negozi e servizi turistici. Ma sono numeri che vanno conquistati giorno per giorno, con qualità dell’accoglienza, servizi efficienti e una rete di collegamenti all’altezza».

Il presidente di Confcommercio Sicilia richiama il contesto particolare in cui si apre questo ponte: «Non possiamo dimenticare che veniamo da un anno segnato dal ciclone Harry, che ha colpito duramente infrastrutture, strutture ricettive, attività commerciali e interi territori. Molti imprenditori hanno investito risorse proprie per ripartire, spesso in attesa di ristori e interventi strutturali. Per questo dico che questa non è una stagione qualsiasi: è una stagione che deve segnare il passaggio dalla resistenza alla ripartenza».

Manenti, poi, indica alcune priorità immediate. A cominciare, intanto, dai collegamenti: «I dati sulle ricerche aeree e sulla capacità dei voli verso Catania e Palermo sono in crescita, ma serve continuità e tariffe sostenibili, altrimenti il rischio è che una parte della domanda si sposti altrove». Poi, servizi e decoro urbano: «Chi arriva in Sicilia per il ponte del 2 giugno deve trovare città e località turistiche pulite, ordinate, accoglienti. Il primo impatto conta quanto la camera d’albergo».

E, ancora, programmazione: «Non possiamo vivere solo di picchi occasionali. Il ponte del 2 giugno deve essere l’inizio di una stagione lunga, non un fuoco di paglia». «La Sicilia ha tutte le carte in regola per giocare in attacco sul mercato turistico nazionale – conclude Manenti –. Il ponte del 2 giugno ci offre una fotografia anticipata di quello che potrà essere l’andamento dell’estate: se sapremo valorizzare questo primo flusso, garantendo qualità, servizi e prezzi coerenti, potremo trasformare un weekend lungo in un volano per l’intera stagione. Confcommercio Sicilia continuerà a monitorare i dati, a raccogliere le segnalazioni delle imprese e a chiedere con forza che turismo e commercio siano considerati per ciò che sono: un pezzo decisivo del Pil dell’isola e della tenuta sociale delle nostre comunità».

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