
PALERMO, 26 Maggio 2026 – “Sono già in contatto con i segretari e i responsabili regionali dei partiti del centrodestra per vederci nei prossimi giorni e fare il punto. Le amministrative ci consegnano un dato che va letto nel suo insieme. Non possiamo fermarci alle vittorie dei singoli né ignorare le occasioni mancate”.
Lo dichiara il commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo.
“Se guardiamo ai numeri nel complesso, il centrodestra resta competitivo e Forza Italia conferma forza e capacità attrattiva – prosegue – ma, in una regione dove il centrodestra governa, dobbiamo essere più esigenti con noi stessi e non possiamo far finta di non vedere che i personalismi ci abbiano reso meno forti di quanto avremmo potuto essere”.
Il commissario regionale degli azzurri invoca una svolta: “serve cambiare passo: servono più coalizione, più strategia, più investimento sulla classe dirigente. Esperienze come quelle costruite da Venturini a Venezia e da Cannizzaro a Reggio Calabria dimostrano che quando si lavora insieme, con entusiasmo e responsabilità, e si fanno crescere dirigenti e amministratori, i risultati arrivano. Anche in Sicilia dobbiamo avere questo coraggio”.
E ancora: “occorre più coordinamento politico, più capacità di tradurre il lavoro fatto in risultati percepiti dai cittadini e maggiore rapidità nelle scelte”.
“Ciò che dico per la coalizione vale anche per Forza Italia – aggiunge – e il dato di Messina, per esempio, richiede una riflessione seria perché si discosta dal consenso che il partito esprime nel resto della Sicilia. Ma il punto oggi non è aprire processi: è aprire una fase nuova e, come già annunciato, avvieremo presto un confronto costante con iscritti e classe dirigente sui territori per rilanciare l’azione del partito. Il centrodestra siciliano ha tutte le condizioni per tornare più forte, a patto di ritrovare entusiasmo, unità, metodo e ambizione”, conclude Minardo.



4 commenti su “Comunali. Minardo(FI): “Presto incontro con i Segretari regionali del centrodestra. Serve svolta””
Caro Onorevole questo incontro doveva essere fatto prima….non solo per ispica ma x tutta la sicilia, poi per quando riguarda il mio ex partito forza italia deve avere la forza di commissariare tutte le provincie ed a cascata i comuni come ha fatto a scicli che con questo atto il partito e’ rinato e si sta organizzando, per esempio nella sua modica il partito non esiste proprio si naviga a vista scollamento totale tra territorio partito e amministrazione……idem ragusa idem comiso idem ispica idem vittoria e cosi via. non parliamo delle grandi citta’ si SVEGLI e venga piu’ spesso nella sua amata provincia.
Tutte le belle parole e i buoni propositi di Nino Minardo potrebbero essere condivisibili se non fosse per il fuoriclasse di Forza Italia. Anzi da oggi Profeta!
Infatti Tajani durante la conferenza sulla giornata dell’Africa rivendica le sue origini islamiche dicendo: “Mio cognome deriva da Al-Tjani, profeta dell’Islam”.
Ora se sono queste le ambizioni e l’entusiasmo che debbono avere gli elettori siciliani, allora tanto vale votare Pd che almeno ammettono l’amore verso l’islam. Tanto siete uguali e intercambiabili. Non solo telecomandati!
Citando Venezia e Reggio Calabria, Nino Minardo dimentica di ringraziare il Pd e la sua sciagurata segretaria per vantate meriti.
Ma ora che la campagna elettorale di fatto è partita per un bel po’ Nino Minardo lo vedremo ovunque a venderci le ambizioni dei siciliani.
Dopo scomparirà come sempre e come del resto fanno tutti gli altri colleghi… Niente di nuovo all’orizzonte, tutto vecchio ma collaudato.
Un’altra cosa che mi sembra poco chiara: un elettore che vota Forza Italia, il voto lo da al partito o a Marina Berlusconi?
Come sempre credo alle premesse , credo alle buone intenzioni, dopo se non va , esprimo il mio malcontento.
Onorevole non credo sia facile sostituire i politici come si sostituiscono gli amministratori delegati , gente che come l’edera si è abbarbicata al partito, spesso per i propri interessi,
Anche se perdono non mollano , sono la rovina ,
Forza Italia dovrebbe istituire una scuola politica, insegnare la politica, l’azione di governo, spesso arrivano in posti apicali arrampicatori sociali che non hanno nessuna qualifica.
Sono la vera rovina dei partiti , e delle città che amministrano.
Chi cambia prima sarà in vantaggio.
Tajani mi ha deluso , specialmente quando difende le banche italiane, la vera disgrazia nazionale!!!!!
Serve una politica forte nazionale ed Europea per ridimensionare il potere delle banche ,
Per primo eliminare chi fa entrare il cavallo di Troja dentro i governi !!
Ci sono espressioni difficili da capire, questa per esempio: “…più capacità di tradurre il lavoro fatto in risultati percepiti dai cittadini…”. Penso che il lavoro fatto sia il risultato finale di un’azione partita da un progetto, espresso con il linguaggio della concretezza, universale e non bisognoso di traduzioni. Ma la caratteristica principale della politica del nostro tempo è l’assenza di programmi, non necessariamente (ahinoi!) di ampio respiro, che rende inutili tattiche e strategie. Alla fatica dell’impegno si preferisce l’artificio della vacuità, esprimibile solo con un linguaggio incomprensibile, e inammissibile, che neanche il marketing più efficace e il maquillage più seducente riescono a tradurre. I cittadini e l’elettorato non percepiscono. A parer mio, è improprio parlare di percezione, in questo contesto, e la consapevolezza di un ruolo pubblico dovrebbe sconsigliarne l’utilizzo del termine; non si può far percepire un risultato, quasi imboccando come fosse un alimento i cittadini-elettori, maggiorenni e svezzati da un pezzo, di più, adulti e disincantati. I cittadini non percepiscono ma osservano e constatano l’affanno, se non l’inadeguatezza, della politica a dare risposte visibili, e se queste non si vedono è semplicemente perché non esistono. In altre stagioni, la politica, pur con connaturate miserie e immancabili limiti, si esprimeva diversamente. I politici esponevano periodicamente obiettivi e risultati, senza allergie e idiosincrasie, nelle aule istituzionali e nelle conferenze stampa, trasmettendo un senso di responsabilità, pur annacquato da rudimenti di “politichese”, che attraverso i social media, con tutto il rispetto per questi canali di comunicazione, oggi si è perso. La parlata continua ad effetto, lo sproloquio, le opinioni estemporanee e avventate, non sono il linguaggio della politica ma un inarrestabile profluvio di discorsi vaporosi che sommerge dannosamente. Una volta, parole come quelle riportate nell’articolo un politico le proferiva agli addetti ai lavori, in una riunione di partito, semmai le estendeva agli iscritti e ai simpatizzanti, oggi si diffondono con ingenuo, quanto sospetto, candore alle moltitudini. Anche questo è di difficile percezione, scusate! comprensione.