
MODICA, 17 Aprile 2026 – Il dibattito sul rilancio dei centri storici modicani si arricchisce di un contributo di alto profilo accademico e civile. Dopo il Consiglio Comunale aperto, che ha segnato un punto di svolta nel confronto tra istituzioni e cittadinanza, interviene il Prof. Uccio Barone, docente universitario e già assessore, per offrire una visione strategica che punta sulla cultura e sulle nuove generazioni.
Barone accoglie con favore il clima di ritrovata serenità nel dialogo pubblico, lontano dalle contrapposizioni politiche che spesso ne hanno rallentato l’efficacia. «È stimolante e consolante notare la ripresa del dibattito civico», osserva il Professore, sottolineando come si possa finalmente tornare a “pensare la città” con competenza e passione.
Al centro della proposta di Barone non ci sono solo interventi edilizi o incentivi commerciali, ma una vera e propria operazione di ripopolamento culturale. La proposta è netta: riportare gli studenti nelle sedi storiche della città.
«Mi riferisco agli Istituti Secondari di secondo grado, il sistema dei Licei e degli Istituti tecnici, che hanno caratterizzato il primato culturale di Modica in area iblea», spiega Barone.
Secondo il docente, l’arma più efficace contro la desertificazione e il declino è la presenza costante dei giovani tra le vie del centro. In quest’ottica, un ruolo centrale dovrebbe giocarlo il Palazzo degli Studi: l’obiettivo sarebbe quello di riaprire l’intero edificio, affidando alla Provincia il compito del suo recupero integrale.
L’idea lanciata dal Prof. Barone si inserisce perfettamente nel solco delle richieste emerse durante il Consiglio aperto e rilanciate dalle forze politiche. La necessità di un “Piano Strategico”, evocata nei giorni scorsi anche dal Partito Democratico con la richiesta di una Consulta permanente, trova nel ritorno della scuola e della cultura un pilastro fondamentale.
Ripopolare il centro con i giovani non significherebbe solo garantire ossigeno alle attività commerciali di Modica Bassa e Alta, ma restituire alla città quella funzione educativa e formativa che ne ha segnato la storia. Un percorso che, come auspicato da Barone, deve proseguire ora con passi concreti e una visione di lungo respiro.





