
Ispica, 10 aprile 2026 – Approvata dalla giunta di Ispica la delibera avente ad oggetto ‘Definizione agevolata delle entrate comunali’. Si tratta di un atto di vitale importanza per la gestione economica dell’ente a cui hanno lavorato sin dalla loro nomina, nel febbraio scorso, gli assessori Angelo Galifi e Salvatore Andolina, rispettivamente con delega ai bilanci e ai tributi.
Con tale deliberazione, gli Enti locali possono introdurre tipologie di definizione agevolata dei propri tributi e delle altre entrate patrimoniali, con particolare riguardo a crediti di difficile esigibilità.
“Nel momento stesso in cui abbiamo giurato come amministratori – ha spiegato l’assessore al bilancio Angelo Galifi – abbiamo appositamente richiesto le deleghe legate agli strumenti finanziari e tributari, considerata la situazione dell’Ente che, ricordo, è decisamente datata già a decorrere dal 2013. Siamo impegnati per il potenziamento della riscossione, ambito che faciliterà la procedura di risanamento dell’Ente. Con questa delibera si apre uno spiraglio concreto per introitare somme importanti a beneficio del bilancio, facilitando i cittadini nelle modalità di pagamento rateizzato, e cominciare a guardare con ottimismo al futuro. Non possiamo più vivere nella costante emergenza e con un Comune ingessato”.
Secondo l’iter previsto, la delibera in oggetto sarà trasmessa all’attenzione del Collegio dei Revisori dei Conti e dell’Organismo Straordinario di Liquidazione.
“Subito dopo – ha spiegato l’assessore ai tributi Salvatore Andolina – ottenuto il parere, dovrà essere convocato il consiglio comunale che, in materia di strumenti finanziari, è titolare e saranno proprio i singoli consiglieri a doversi esprimere sulla delibera in oggetto e sul significato che assume. In questo momento il Comune di Ispica ha accumulato un ingente credito e adottando questo atto avrebbe la possibilità di recuperare una discreta somma nel corso dei successivi anni con l’attivazione di un piano di rateizzazione venendo incontro al contribuente, concordandolo secondo i parametri previsti, senza more e senza interessi passivi pregressi a carico del cittadino”.





