Predicare a Teheran, vivere a Londra…l’opinione di Rita Faletti

Tempo di lettura: 2 minuti

C’è un dettaglio, tra i tanti che riguardano la Repubblica islamica, che non compare mai nei discorsi ufficiali. Non lo si sente nelle piazze organizzate, non lo si legge nei comunicati, non lo si vede nei cortei contro il “Grande Satana”. Ed è questo: i figli di chi grida contro l’Occidente, in Occidente ci vivono benissimo. Non per dissidenza, per esilio, o per fuga romantica. Ci vivono per scelta. Studiano, comprano casa, fanno carriera, frequentano università e quartieri che i loro padri descrivono come il cuore della corruzione globale. Il paradosso non è un inciampo del sistema, è il sistema. Perché la Repubblica islamica, come tutte le ideologie molto sicure di sé, ha bisogno di due verità: una pubblica e una privata. Quella pubblica serve a governare, quella privata a vivere. La prima dice che l’Occidente è decadente, immorale, pericoloso. La seconda suggerisce che è il posto migliore dove mandare i figli. È una divisione del lavoro perfetta. A Teheran si predica. A Londra si respira. Non si tratta di qualche mela marcia o di un paio di figli ingrati. Sarebbero 4mila, secondo una fonte proveniente dall’IRGC, i rampolli e i parenti stretti di funzionari del regime ad aver lasciato il paese. È una geografia sociale precisa. I quartieri giusti, le scuole giuste, le relazioni giuste, i ruoli di responsabilità in grosse banche e gli incarichi in università prestigiose. Un’intera filiera del privilegio che attraversa confini e retoriche senza farsi fermare da nulla, men che meno dagli slogan. E qui il punto non è l’ipocrisia, parola che consola ma spiega poco. Il punto è la lucidità. Le élite iraniane sanno perfettamente distinguere tra ciò che è utile dire e ciò che è utile fare. Sanno che l’Occidente funziona, non splendidamente ma assai meglio della loro teocrazia. Sanno che l’Occidente offre sicurezza – più ai loro figli che ai cittadini occidentali che qualche volta finiscono ammazzati per mano di islamici fanatici – prosperità, prospettiva, opportunità. E si comportano di conseguenza. Solo che questa consapevolezza non è esportabile. È riservata. Impone pudore come il velo che impongono alle iraniane con le cattive. Il popolo deve credere alla versione ufficiale. I figli possono vivere quella reale. Non è una novità storica. Anche le nomenklature più ideologiche hanno sempre avuto un debole per i collegi stranieri, le università prestigiose, le case lontane. Ma qui il contrasto è più netto, quasi didascalico. Da una parte la purezza proclamata, dall’altra il comfort praticato. Il paradiso delle vergini può attendere e invece dell’odiato hijab meglio l’ultimo taglio alla moda nei saloni più cool di Parigi e Londra. Senza trascurare una premurosa propaganda antioccidentale. Beata riconoscenza! E soprattutto, questa contraddizione non c’è nemmeno più il bisogno di nasconderla troppo. Perché il potere, quando è solido, può permettersi anche una certa dose di evidenza, menzogne a parte. Il risultato è una frattura che non passa per le parole ma per le traiettorie di vita. Chi comanda costruisce un futuro altrove. Chi resta deve accontentarsi delle promesse, spesso delle botte o di un cappio intorno al collo se protesta perché è stato tradito. E allora la domanda vera non è morale, è politica. Non riguarda la coerenza, ma la fiducia. Se il futuro dei figli è fuori, quanto credono davvero, i padri, nel mondo che hanno creato e governano?

© Riproduzione riservata
595578

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto