
MODICA – Torna l’emergenza furti di metallo nel ragusano. Una nuova, pesante razzia di rame ha colpito il depuratore di Maganuco, infrastruttura vitale per il territorio di Modica. I malviventi hanno asportato cavi e componenti per un valore stimato in decine di migliaia di euro, causando danni strutturali che hanno messo a serio rischio l’operatività dell’impianto.
La società di gestione si è attivata immediatamente per tamponare l’emergenza. Sebbene le funzioni principali siano state ripristinate, l’attenzione resta altissima: il depuratore è infatti il baluardo per la tutela dell’ecosistema costiero. Un fermo prolungato dei macchinari comporterebbe rischi immediati per la qualità delle acque e l’ambiente circostante. Nelle prossime ore proseguirà un monitoraggio serrato per evitare che le componenti danneggiate cedano sotto carico.
Sull’episodio indagano i Carabinieri, che hanno già acquisito i filmati della videosorveglianza. Gli inquirenti stanno setacciando le immagini alla ricerca di veicoli o movimenti sospetti avvenuti nella zona durante la notte. Non si esclude la pista di una banda specializzata: furti simili sono in aumento in tutta la Sicilia, alimentati da un mercato nero del “oro rosso” sempre più florido.
Il furto di rame non è solo un reato contro il patrimonio, ma un vero e proprio attentato ai servizi essenziali. I costi per la collettività sono altissimi: spese ingenti per i materiali e la manodopera necessaria ai ripristini, rischio di interruzione di servizi pubblici fondamentali, potenziali sversamenti dovuti al blocco delle pompe di trattamento.
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