Allerta Meteo: se la sicurezza non è negoziabile, non lo sia nemmeno la scuola

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Modica, 18 Marzo 2026 – Inutile girarci intorno o sperare in un colpo di fortuna: le allerte meteo non sono più l’eccezione, ma la nuova norma. La tropicalizzazione del nostro clima ci mette davanti a una realtà evidente: piogge torrenziali e venti estremi saranno sempre più frequenti. Di fronte a questo scenario, la priorità è una sola e non si discute: non esporre a rischio i nostri alunni. “Tuttavia, c’è un aspetto di questa gestione che sta diventando “stucchevole” – rileva Giorgio Moncada, presidente di ConfCommercio Modica –  Ogni volta che il cielo si oscura, assistiamo al solito teatrino social: la ricerca spasmodica del responsabile di turno. C’è chi invoca il “Santo Subito” (Catania) se la scuola chiude e chi, invece, si lancia in insulti gratuiti verso l’amministrazione (ai quali rispondo porgendo le mie scuse personali al Sindaco di Modica, Maria Monisteri)”.

Forse la via d’uscita è più semplice di quanto sembri, ma richiede un cambio di passo culturale. Dobbiamo passare dalla protesta alla responsabilità condivisa. Non può essere tutto sulle spalle di un Sindaco o di un Dirigente scolastico lasciato solo a decidere tra sicurezza e didattica.

“Serve un patto chiaro tra i soggetti coinvolti: lo Stato definisce regole chiare e protocolli univoci, il Sistema Scolastico applica le direttive con efficienza, le Famiglie accompagnano il processo senza alimentare polemiche. Ma ecco il punto centrale, il mio “odioso” suggerimento da ex alunno: cosa accade quando si chiude per maltempo? Oggi, il vuoto. Domani, dovrebbe accadere una cosa sola: si recupera. Il recupero del tempo scuola perduto deve diventare un meccanismo automatico, organizzato e fuori da ogni discussione infinita.

La sicurezza non si negozia, è vero. Ma non si può negoziare nemmeno la continuità della formazione. Se un’allerta meteo ci toglie un giorno di lezione, quel giorno va restituito ai ragazzi. Non è una punizione, è un investimento. Perché una società che protegge i propri figli dal temporale, ma non si cura di recuperare il terreno perso nella loro istruzione, è una società che sta comunque rischiando il proprio futuro”.

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6 commenti su “Allerta Meteo: se la sicurezza non è negoziabile, non lo sia nemmeno la scuola”

  1. La dichiarazione di Moncada è conseguente al fatto che il calendario scolastico abbia attualmente un termine prefissato nel mese di giugno: ma se (come è auspicabile) le lezioni si tenessero tutto l’anno, con un’interruzione per ferie di durata uguale a tutti i lavoratori delle amministrazioni pubbliche, ed in edifici attrezzati opportunamente per sopportare le temperature estive, il problema del tempo da recuperare ci sarebbe lo stesso?

  2. Non condivido nemmeno una parola.

    Protocolli significa due cose: deresponsabillizare, non valutare problematiche locali, morfologia, criticità, negligenze zona per zona.

    Ciò avviene ed è avvenuto anche in altri settori, con il disastro al quale assistiamo, primo fra tutti quello sanitario.

    Secondo: fino ad età adulta, i bambini e i ragazzini devono si studiare ed andare a scuola, ma anche godere di tempo libero. Se non ci fosse la tendenza a fare classi pollaio, ibride, con esigenze diverse, e non si disperdesse tempo in materie che nulla hanno a che fare con l’insegnamento (woke, inclusione, ecologismo…), bambini e ragazzi non perderebbero tempo, anzi, anche in assenza di eventuali emergenze, sarebbero comunque più formati di quanto non lo siano adesso.

    Terzo ma non meno importante: ci stiamo tropicalizzando. Da dive nasce questo assunto? Dal passaparola mediatico senza alcuna evidenza scientifica? Abituiamoci a sostenere certe affermazioni date invece per scontate.

    E da qui, tutto il discorso crolla.

  3. Non c’è niente di anormale, nei decenni passati pioveva più forte di adesso, e si andava a scuola lo stesso. Oppure decideva la famiglia dell’ alunno se andare o no.
    Negli ultimi anni le piogge sono state meno intense, ma succede al clima ciclicamente.
    Ma ormai tutto è emergenza.

  4. Io nella mia vita ,osservando non ho visto nessun cambiamento climatico ,
    Solamente che il clima non è sempre lo stesso cambia , anni di pioggia ,anni di siccità, anni di freddo ,anni di caldo , ma nel complesso niente di anomalo ,
    Allora che succede ?? Perché tutto questo allarme ???
    Interessi economici enormi !!!!
    Sapete quante organizzazioni nazionali e internazionali speculano sul clima ?? Tantissime!!! il loro giro di affari è miliardario , finanziamenti di enti statali e internazionali, ma soprattutto tessere tessere tessere ,
    Cosa devono fare per aumentare il loro giro di affari ???? Mettere Paura , Ansia , Insicurezza, diffondere dati non confermarbili, fanno vedere il Po in secca , ma non lo fanno vedere quando per anni è in piena , fanno vedere un pezzo di terra arsa e spaccata .
    Le persone normali che vivono in città che non vedono l’orizzonte ,che non hanno un campo visivo largo , di tempo non possono capirne granché, non sono come i contadini che sanno che tempo fara’ già qualche giorno prima , oppure i pescatori, allora credono ciecamente all’esperto meteorologo che sparge paura su imbeccata delle organizzazioni speculanti,
    Allora ci tocca sentire di temperature roventi , roventi avete capito bene , cioè se esco di casa mi brucio come un fiammifero , oppure di cicloni con venti fino 70 km orari , capito ?? I cicloni veri hanno venti a 300 km orari .
    Siamo in mano ad imbonitori di ogni tipo , consiglio di leggeri libri scritti almeno 20 anni fa .

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