
PALERMO, 27 Febbraio 2026 – Il countdown è iniziato e la scadenza del 30 giugno appare ogni giorno più minacciosa per centinaia di lavoratori ASU (Attività Socialmente Utili) in Sicilia. Durante l’ultima seduta della I Commissione Affari Istituzionali, l’On. Ignazio Abbate ha delineato un quadro preoccupante: se l’iter burocratico non subirà una scossa immediata, dal primo luglio molti padri e madri di famiglia — impegnati da ben 26 anni nel servizio alle comunità — si ritroveranno fuori dal bacino lavorativo.
I dati emersi durante l’audizione del Dirigente Generale dell’Assessorato al Lavoro, il dott. Foti, mostrano una Sicilia a due velocità. Se da un lato la strada della stabilizzazione è tracciata, dall’altro il ritmo delle amministrazioni locali è profondamente disomogeneo.
173 Comuni hanno già completato le procedure; 2.099 lavoratori sono già stati stabilizzati; 17 Comuni in dissesto finanziario (tra cui Avola, Taormina, Castelvetrano e Licata) hanno dimostrato che la stabilizzazione è possibile anche con i conti in rosso.
“È paradossale che un lavoratore di una grande città in dissesto possa oggi guardare al futuro con serenità, mentre un suo collega in un comune con i conti in ordine rischi il licenziamento,” ha dichiarato Abbate. “Chi non ha ancora intrapreso questo percorso non ha più scuse.”
Per evitare il disastro occupazionale, la Commissione sta preparando una controffensiva su due fronti: politico e legislativo. L’obiettivo è duplice: responsabilizzare i sindaci inadempienti e fornire uno scudo legale ai lavoratori.
Confronto con ANCI e Sindacati: Nei prossimi giorni verrà definita un’azione coordinata per sollecitare i comuni pigri.
È indispensabile spostare il termine ultimo del 30 giugno per evitare che le inadempienze amministrative ricadano sulle spalle dei dipendenti.
L’On. Abbate è stato categorico: non si tratta solo di burocrazia, ma di vite umane. Dopo oltre un quarto di secolo di precariato, l’interruzione delle attività sarebbe un fallimento istituzionale inaccettabile.
“La proroga è l’unico scudo per salvaguardare chi aspetta questo momento da oltre 26 anni,” ha concluso il Presidente della Commissione. “Riconvocheremo le parti per mettere ognuno davanti alle proprie responsabilità. Non permetteremo che questi cittadini rimangano a casa dal primo luglio per colpe non proprie.”





1 commento su “Stabilizzazione ASU: “Corsa contro il tempo per il 30 giugno. Dal primo luglio centinaia di lavoratori rimarranno a casa””
Stabilizzazione? A quante ore? Stabilizzare significa a 36 ore, con meno ore non è stabilità. La politica dice di lottare il lavoro nero, e poi per 26 anni tiene lavoratori in queste condizioni. In ogni caso, questi chiamati lavoratori Con le ore integrative, in tanti non si presentano, mandateli a casa.