
Ragusa, 25 febbraio 2026 – C’è un silenzio particolare che si crea quando una comunità si raccoglie attorno a una storia. È un silenzio che ascolta, che accoglie, che si fa spazio per qualcosa di prezioso. È quello che si è respirato nella sede dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Ragusa, dove il socio Giuseppe Bellio ha presentato il suo libro di poesie, Memorie: un’opera intima, fatta di ricordi, esperienze e sentimenti che hanno segnato il suo cammino umano.
Il presidente della sezione, Salvatore Albani, parla di una giornata “speciale, ricca di emozione”, una di quelle che lasciano un segno. «Ci siamo fermati ad ascoltare – racconta – e questo, oggi, è già un gesto straordinario. Abbiamo condiviso qualcosa di prezioso: il racconto di una vita. Attraverso le parole di Giuseppe abbiamo riscoperto il valore della memoria, delle radici, delle emozioni autentiche. È stato un momento di ascolto attento e partecipato, che ci ha ricordato quanto sia importante dare spazio alle storie personali, perché in esse c’è sempre un pezzo di verità che riguarda tutti».
Bellio, con la delicatezza che caratterizza la sua scrittura, ha accompagnato i presenti in un viaggio fatto di immagini interiori, di ricordi che riaffiorano, di sentimenti che si intrecciano alla quotidianità. Le sue poesie hanno aperto una finestra su un mondo personale, ma allo stesso tempo universale, capace di parlare a chiunque abbia vissuto, amato, sofferto, sperato. Albani ha voluto sottolineare anche il valore sociale e umano di momenti come questo: «La nostra associazione non è solo un luogo di servizi, ma una comunità viva, fatta di persone che si sostengono, si ascoltano e crescono insieme. Eventi come la presentazione di Memorie ci ricordano che la cultura è uno strumento potente di inclusione. Ci permette di incontrarci davvero, di andare oltre le difficoltà e di riconoscere la ricchezza che ognuno porta con sé».
Il presidente ha poi aggiunto una riflessione che guarda al futuro: «Mi auguro che giornate così possano diventare sempre più frequenti. Abbiamo bisogno di momenti che ci uniscano, che ci facciano sentire parte di qualcosa di più grande. E soprattutto abbiamo bisogno di valorizzare i talenti dei nostri soci, perché il loro sguardo sul mondo è una risorsa preziosa per tutta la comunità». La presentazione di Memorie non è stata solo un evento culturale, ma un incontro umano, un’occasione per rallentare, ascoltare e riconoscere la forza delle parole. Una giornata che ha ricordato a tutti che, a volte, basta una poesia per sentirsi meno soli e più vicini agli altri.




