
COMISO, 23 Febbraio 2026 – Ci sono giorni che riscrivono la cronaca di un territorio, e quello di oggi è destinato a restare impresso nella storia dell’aeroporto “Pio La Torre”. Per la prima volta dalla sua inaugurazione, lo scalo di Comiso ha accolto un Presidente della Repubblica.
L’arrivo di Sergio Mattarella è avvenuto nel silenzio delle procedure ufficiali, lontano dai riflettori della stampa e dai grandi cerimoniali. L’aereo presidenziale è toccato terra in mattinata, cogliendo di sorpresa il personale e gli operatori dello scalo. Una scelta, quella della massima carica dello Stato, che sottolinea il carattere strettamente operativo e riservato di questa missione in terra siciliana.
Non si è trattato di una visita di cortesia, ma di un gesto di profonda attenzione istituzionale. Subito dopo l’atterraggio, il corteo presidenziale ha lasciato l’aeroporto puntando verso l’entroterra, con una destinazione precisa: Niscemi.
Il Capo dello Stato ha voluto recarsi personalmente sui luoghi colpiti dalla recente e devastante frana che ha ferito il tessuto urbano e sociale della città. La presenza di Mattarella a Niscemi rappresenta un segnale potente: lo Stato non osserva da lontano, ma calpesta il fango e le macerie insieme ai cittadini.
Accolto dalle autorità locali e dai tecnici, il Presidente ha visionato i danni provocati dal dissesto idrogeologico. Durante il sopralluogo, Mattarella ha ascoltato le relazioni sulla messa in sicurezza dell’area, mostrando particolare preoccupazione per le famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.
“La presenza del Presidente qui oggi ci restituisce speranza,” ha commentato uno dei residenti presenti. “Sentiamo che il nostro grido d’aiuto è arrivato fino al Quirinale.”
Sebbene la tappa a Comiso sia stata breve, il valore simbolico dell’atterraggio del volo presidenziale non passa inosservato. Lo scalo, spesso al centro di dibattiti sul suo futuro e sul suo rilancio, riceve oggi un “battesimo” istituzionale di altissimo profilo, dimostrando ancora una volta la sua importanza strategica per i collegamenti del Sud-Est siciliano.





