
Ragusa/Scicli, 17 Febbraio 2026 – Si avvia verso la fase processuale l’inchiesta sulla morte di Giuseppe Ottaviano, il 41enne sciclitano trovato senza vita nella sua abitazione di via d’Annunzio il 12 maggio 2024. La Procura di Ragusa, sotto la direzione del procuratore capo Francesco Puleio, ha notificato l’avviso di chiusura indagini, cristallizzando le accuse contro i presunti responsabili.
Il quadro probatorio delineato dai Carabinieri individua tre figure chiave: un 43enne di Scicli, attualmente in carcere dal 5 novembre scorso (è considerato il principale attore della vicenda) un 27enne di Scicli, accusato di aver partecipato all’aggressione in concorso e la compagna del 43enne, indagata per favoreggiamento personale, per aver presumibilmente aiutato a coprire le tracce o fornire versioni di comodo.
Le accuse principali per i due uomini sono di omicidio aggravato in concorso e violazione di domicilio.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto non sarebbe stato premeditato come omicidio, ma sarebbe l’esito tragico di un “chiarimento” degenerato.
Ottaviano aveva concluso una relazione decennale con una donna del luogo.
I tentativi della vittima di riallacciare i rapporti avrebbero infastidito il nuovo compagno della donna (il 43enne indagato), che percepiva tali contatti come una minaccia.
Il 43enne, accompagnato dal giovane di 27 anni, si sarebbe presentato a casa di Ottaviano. Quello che doveva essere un confronto verbale è diventato un pestaggio violentissimo.
I colpi inferti hanno causato gravi fratture alla testa e al torace. Giuseppe Ottaviano sarebbe morto dopo ore di sofferenza.
L’indagine è stata un complesso puzzle investigativo che ha visto collaborare: il Nucleo Investigativo di Ragusa, insieme ai militari di Modica e Scicli.
Il RIS di Messina, i cui sopralluoghi tecnici nell’abitazione della vittima sono stati determinanti per repertare tracce ematiche e biologiche compatibili con la presenza degli indagati.
Con il deposito degli atti, le difese (affidate agli avvocati Maria Platania ed Edoardo Cappello) avranno modo di esaminare tutto il materiale probatorio. Spetterà ora al GUP (Giudice per l’Udienza Preliminare) valutare la richiesta di rinvio a giudizio, che darebbe ufficialmente inizio al processo presso la Corte d’Assise.





