
MODICA, 06 Febbraio 2026 – Si riaccende la battaglia per la riapertura del Tribunale di Modica. In una riunione in videoconferenza presieduta dall’avv. Agnusdei, rappresentante dei trenta presidi di giustizia soppressi in Italia, è stata fissata una scadenza imminente: entro il 9 febbraio dovrà essere inviata alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati la richiesta ufficiale di audizione.
Durante il confronto, è emersa la proposta di una delegazione rappresentativa per la città di Modica, composta da tre figure chiave: la Sindaca, Maria Monisteri, la Presidente del Consiglio Comunale, Mariacristina Minardo; L’avv. Enzo Galazzo, in rappresentanza del comitato pro-tribunale.
La scelta non è casuale: la presenza di Minardo viene letta anche in chiave politica, vista la parentela (cugina) con l’on. Nino Minardo, Presidente della Commissione Difesa alla Camera, elemento che potrebbe pesare nei rapporti romani.
Il dibattito non ha risparmiato critiche durissime ai vertici nazionali e locali. È stata ripercorsa la “cronistoria delle promesse mancate” da parte del sottosegretario Andrea Delmastro, ricordando l’incontro di giugno 2023 a Roma.
“Nel 2023 ci parlarono di giustizia di prossimità e revisione delle circoscrizioni — è stato sottolineato durante l’incontro — ammettendo che la riforma del 2012 non ha portato benefici. Ma oggi ci ritroviamo ancora con un nulla di fatto per oltre 6 milioni di italiani che gravitano attorno ai tribunali soppressi.”
Durante la riunione: è stata criticata la scelta della sindaca Monisteri di bloccare l’utilizzo degli uffici giudiziari modicani su sollecitazione del Presidente del Tribunale di Ragusa, definita una “richiesta incomprensibile”.
Duro l’attacco al Senatore Sallemi, accusato di inseguire il progetto di una nuova cittadella della giustizia definita “obsoleta e costosa”. Un’operazione da milioni di euro ritenuta sproporzionata per un bacino di poco più di 300mila abitanti, a fronte di una struttura, quella di Modica, già pronta e funzionale.
La sfida è ora puntata su lunedì 9 febbraio: Modica dovrà far sentire la propria voce a Palazzo Montecitorio per evitare che il silenzio cali definitivamente su una battaglia che dura da oltre un decennio.





