Angelica(Iv): “Ragusa città del foraggio e cacioteca ai minimi termini, é paradossale”

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Ragusa, 06 febbraio 2026 – Il titolo di Città del Formaggio 2026 rischia di trasformarsi in un riconoscimento puramente formale, privo di ricadute reali per il territorio. È questa la posizione espressa da Filippo Angelica, esponente di Italia Viva Casa Riformista Ragusa, che invita a guardare oltre l’entusiasmo della cerimonia ufficiale. “Essere premiati per le nostre eccellenze è certamente un fatto positivo”, premette, “ma dopo la cerimonia al San Vincenzo Ferreri e l’installazione della targa, cosa rimane? A nostro avviso, ben poco”.
Per Angelica, il nodo centrale è l’incapacità dell’amministrazione di trasformare il riconoscimento in un’opportunità economica concreta. “Serve una politica che vada oltre le passerelle e si concentri sulle cose che contano davvero”, afferma. Da qui la critica alla gestione della Cacioteca, che secondo Angelica avrebbe dovuto essere valorizzata proprio in vista del titolo conferito dall’Onaf. “Parliamo di una struttura che potrebbe essere un gioiello, un luogo innovativo e identitario. Per cui sono stati spesi due milioni e mezzo di euro. Invece è abbandonata all’umidità e al degrado. Noi l’avremmo recuperata e resa il fulcro della manifestazione, trasformandola in un centro di eccellenza per percorsi enogastronomici capaci di sostenere il turismo e arricchire l’offerta della città”.
Angelica estende poi la sua analisi al Castello di Donnafugata, dove – sostiene – “nonostante annunci, collaborazioni e risorse impiegate, dopo un anno e mezzo non si vede alcun risultato concreto. Questo non è buon governo: è un blackout amministrativo”. Alla base di tutto, ribadisce, c’è “la mancanza di idee e di una gestione competente del patrimonio comunale. I riconoscimenti servono a poco se non si è in grado di trasformarli in sviluppo”.
L’esponente di Italia Viva Casa Riformista critica anche il rapporto tra amministrazione ed enti esterni: “Non possiamo accettare che sia il Gal Terra Barocca a dettare l’agenda ai nostri assessorati. Non tutto ciò che arriva con la cassaforte a distribuire prebende provenienti da Bruxelles o dal Gal è automaticamente ciò che serve a Ragusa. Le priorità devono stabilirle coloro che governano la città”.
Infine, Angelica punta l’attenzione sulla gestione economica degli immobili comunali: “Spendiamo centinaia di migliaia di euro per mantenere strutture che non producono alcun ritorno. Se fossero messe a reddito, potremmo alleggerire la pressione fiscale e ridurre i costi dei servizi essenziali, come asili nido e refezione scolastica”. E conclude con una riflessione politica: “Quando manca la volontà di decidere, finiscono per decidere gli altri. È questa la grande occasione che l’amministrazione ha mancato”.

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