
Ragusa, 31 Gennaio 2026 – È bastato il solito copione di piogge intense per mettere a nudo, ancora una volta, la fragilità di un territorio che sembra non imparare mai dai propri errori. Quella che doveva essere una normale giornata di acquisti si è trasformata in un incubo collettivo nella zona commerciale di Ragusa, confermando come lo sviluppo urbanistico degli ultimi decenni sia rimasto privo di un piano di sicurezza idraulica adeguato.
La situazione più drammatica si è vissuta nei pressi dei grandi poli commerciali. All’altezza del punto vendita Decathlon, l’area è diventata in pochi minuti una palude invalicabile. Le strade di uscita si sono trasformate in veri e propri torrenti in piena, capaci di trascinare detriti e bloccare decine di mezzi.
Molti automobilisti, colti di sorpresa dalla rapidità dell’allagamento, sono rimasti intrappolati all’interno delle proprie vetture con l’acqua che ha superato i 50 centimetri di altezza. Motori in panne, interni distrutti e, soprattutto, la paura di non poter scendere dai veicoli mentre il livello continuava a salire.
Se le strade sono fiumi, i sottopassi si confermano le “fosse comuni” della mobilità ragusana. I cavalcavia, che dovrebbero snellire il traffico, diventano regolarmente dei bacini di accumulo impraticabili.
Invece di drenare l’acqua, queste infrastrutture la raccolgono, diventando trappole per i meno esperti o per chi si trova a percorrerli proprio durante il picco delle precipitazioni.
Le transenne sono comparse solo a caos già scoppiato. Una reazione tardiva che evidenzia la mancanza di un monitoraggio preventivo efficace su punti critici ampiamente noti.
Oltre al danno materiale, a ferire è l’impotenza comunicata dalle autorità. Molti cittadini bloccati nel fango si sono sentiti rispondere con un laconico: “Bisogna aspettare che l’acqua defluisca”.
“È inaccettabile sentirsi dire di aspettare mentre vedi la tua auto andare distrutta e temi per la tua incolumità,” commenta uno degli automobilisti coinvolti. “Non siamo di fronte a un evento apocalittico, ma a una pioggia che in un Paese civile dovrebbe essere gestita da tombini e canali di scolo funzionanti.”
foto Franco Assenza






2 commenti su “Ragusa sott’acqua: la trappola dei centri commerciali e la vergogna dei sottopassi”
😂😂😂😂 anche qui, come scrivono i nostri (……) del villaggio, lasciare tutto com’è adesso, come il moletto di Sampieri, perché la pioggia allaga tutto🤣🤣🤣🤣 e poi aumenta il debito.
No che invece le cose sono fatti da incapaci.
🤣🤣🤣🤣🤣
@Gino quindi sei anche ingegnere, grazie a Fozza Italia hai preso 6 lauree in una settimana. A chistu tiatru re scoli vauti🤣🤣🤣(…)