
Catania, 26 Gennaio 2026 – Si è aperta stamane a Catania l’istruttoria nel processo d’appello a carico di Mariano Barresi, il 67enne condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per l’omicidio della cognata, Rosalba Dell’Albani. Il delitto risale al 4 marzo di tre anni fa, quando la donna venne accoltellata nel sonno a Giarratana, mentre si trovava nell’abitazione della madre, Maria Licitra, per prestarle assistenza.
Il punto centrale dell’udienza odierna davanti alla Corte d’Assise d’appello (presieduta da Elisabetta Messina, a latere Giuliana Fichera) è stata la deposizione del perito d’ufficio. Lo psichiatra Gaetano Sisalli, incaricato dalla Corte di valutare le condizioni mentali dell’imputato, ha ribadito nelle sue conclusioni che Barresi era, ed è, totalmente capace di intendere e di volere.
Una conferma che pesa sull’iter processuale, nonostante il tentativo della difesa di approfondire eventuali vizi di mente. Il sostituto procuratore generale, Andrea Ursino, pur non opponendosi alle procedure istruttorie, ha chiesto e ottenuto l’acquisizione agli atti di tutte le dichiarazioni rese da Barresi, delle intercettazioni e delle consulenze prodotte dalle parti.
L’imputato, difeso dall’avvocato Sergio Crisanti, ha optato per un cambio di strategia tecnica: la difesa si è infatti affidata a un nuovo consulente, il dottor Fortunato Parisi di Caltagirone, rinunciando all’esperto che aveva seguito il caso durante il primo grado di giudizio.
In aula erano presenti anche i familiari della vittima, costituitisi parti civili, assistiti dagli avvocati Maria Chiara Mollica e Gianluca Nobile, che continuano a chiedere giustizia per un delitto che ha sconvolto la comunità di Giarratana per la sua efferatezza e gratuità.
Il processo si avvia ora verso le battute finali. Il calendario fissato dalla Corte prevede: 2 marzo, udienza dedicata alla discussione delle parti (accusa, parti civili e difesa); 1° aprile, le repliche e lettura del dispositivo della sentenza.





