
Ragusa, 15 gennaio 2026 – Ancora un episodio di violenza tra le mura domestiche nel capoluogo ibleo. Nella giornata di mercoledì, i Carabinieri di Ragusa hanno tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino albanese di 29 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente.
L’episodio è scaturito dall’ennesima lite per futili motivi. Quella che era iniziata come un’aggressione verbale è rapidamente degenerata in violenza fisica: la vittima, una donna di 33 anni, è stata colpita ripetutamente al volto e alle braccia.
A far scattare l’intervento risolutivo dei militari è stata una drammatica telefonata al 112. Dall’altro capo del telefono, la voce tremante di una bambina – una dei figli minorenni della donna – esprimeva tutta la sua apprensione per quanto stava accadendo in casa. La tempestività dei Carabinieri ha permesso di interrompere l’aggressione proprio mentre era ancora in corso, garantendo l’immediata separazione dell’uomo dalla compagna.
La vicenda rappresenta il culmine di una spirale di vessazioni che durava da tempo. La coppia, entrambi di origini albanesi, era già nota alle forze dell’ordine: nell’ultimo periodo, i militari erano dovuti intervenire più volte presso la loro abitazione, spesso su richiesta degli stessi figli minori, testimoni dei continui soprusi subiti dalla madre.
Considerata l’abitualità dei comportamenti violenti e la gravità dei precedenti episodi, per il 29enne sono scattate le manette. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ragusa, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Come previsto dalla legge, il grado di responsabilità dell’indagato sarà vagliato nelle opportune sedi giurisdizionali.













