
Ragusa, 09 gennaio 2026 – Un programma di incontri e tavoli tecnici da avviare con le aziende e le pubbliche amministrazioni del territorio: la parità di genere può generare ulteriore valore aggiunto per l’intera provincia.
Questa la proposta al termine della tavola rotonda tenuta questa mattina Modica e organizzata dalla UST Cisl Ragusa Siracusa e dal Coordinamento Donne e Politiche di genere del sindacato territoriale.
Il parterre, moderato dalla giornalista Giada Giaquinta, ha portato testimonianze dirette, analisi e proposte per accelerare i tempi di una parità di genere che intende perseguire identiche opportunità nel mondo del lavoro.
“Siamo certamente consapevoli che uno dei principali ostacoli rispetto all’occupazione femminile è quello della conciliazione vita lavoro. La Cisl da tempo sottolinea la necessità di invertire la rotta con interventi concreti – ha detto in apertura il segretario generale della UST, Giovanni Migliore – Uno di questi è certamente quello di investire sull’innovazione tecnologica quale strumento che sostenga la possibilità di mettere insieme la crescita professionale e la dimensione della persona. Questo a nostro avviso è uno dei punti chiave dell’affermazione concreta della parità di genere.
In tal senso – ha concluso Migliore – abbiamo delineato una proposta che vede questo territorio protagonista, dal momento che qui operano importanti realtà operanti nel campo dell’innovazione tecnologica. Nello specifico, pensiamo che si possa avviare un progetto che verta su questi principali aspetti: Smart working e piattaforme digitali per consentire alle madri lavoratrici di operare da remoto, riducendo i tempi di spostamento e favorendo la cura dei figli, formazione personalizzata, con corsi online su competenze Stem mirati alle donne, per colmare il gender gap tecnologico, utilizzo dell’intelligenza artificiale per la conciliazione vita – lavoro”.
Quindi interventi del sindaco di Modica, Maria Monisteri, della presidente del Libero Consorzio Comunale, Maria Rita Schembari, e della coordinatrice Struttura tecnica Sicindustria Ragusa, Giusi Migliorisi.
“Parlare di parità di genere a Modica, nella provincia di Ragusa e in Sicilia, significa partire dalla realtà concreta: – – ha detto la prima cittadina – è una provincia di donne che tengono insieme famiglie e lavoro, donne che garantiscono servizi essenziali, donne che spesso fanno di più ricevendo di meno. Una ricchezza enorme che troppo spesso non viene riconosciuta fino in fondo”.
I dati li ha forniti la rappresentante delle aziende. La Migliorisi ha sottolineato il +9,1% di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni, ma il -1,2% di aziende di donne.
“Resta però una verità che non possiamo ignorare: ancora oggi, troppo spesso, siamo noi stesse donne ad autolimitarci, a portarci addosso sensi di colpa per il tempo dedicato alla cosa pubblica. – ha aggiunto la Schembari – È il risultato di una cultura profonda, che cambia, sì, ma ancora con troppa lentezza. Accettare pienamente che una donna possa dedicare meno tempo alla
casa e alla cura della famiglia, così come accade storicamente per gli uomini, è una sfida ancora aperta”.
“La provincia di Ragusa che ha registrato negli ultimi anni il più alto tasso di occupazione femminile, il 49,5 % nel 2021, e quella di Siracusa registra una tendenza molto positiva in termini di avvio di imprese create e gestite da donne, con il fine di focalizzare proposte di miglioramento. – ha rimarcato Piera Ingala – Nonostante questi dati, apparentemente in controtendenza, la condizione femminile resta comunque penalizzata da criticità storiche che vanno dal divario retributivo di genere alla ancora non pienamente sconfitta esistenza di stereotipi di genere nei luoghi di lavoro e nei contesti sociali, ed alla difficoltà più insormontabile e silenzio-sa, la conciliazione vita – lavoro, che spesso riduce la vita lavorativa delle donne per l’insostenibilità fisica ed emotiva degli impegni”.
“I dati ci dicono con chiarezza che il tasso di occupazione femminile nella nostra regione resta drammaticamente basso. Le donne costituiscono nell’isola il 52% della popolazione attiva, ma solo il 38% di loro ha un’occupazione, con un gender pay gap del 27%. In questo quadro, la partecipazione rappresenta un elemento decisivo. Partecipazione delle donne nei luoghi di lavoro, nella contrattazione, nei processi decisionali, nelle organizzazioni sindacali, nelle imprese e nelle istituzioni”. Lo ha detto, concludendo i lavori, il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana.
“Dove le donne partecipano – ha sottolineato La Piana – il lavoro è più stabile, più sicuro e più inclusivo. Dove c’è partecipazione, cresce la qualità dell’occupazione e si rafforza la democrazia economica e sociale. Come Cisl crediamo in un modello di sviluppo fondato sul dialogo sociale e sulla corresponsabilità. Per questo chiediamo investimenti seri nei servizi per l’infanzia, nella sanità territoriale, nel welfare di comunità, perché senza servizi non c’è vera libertà di scelta per le donne. Chiediamo politiche attive del lavoro mirate, formazione continua, sostegno all’imprenditoria femminile e un utilizzo efficace delle risorse del Pnrr e dei fondi europei, con una chiara prospettiva di genere. Ma chiediamo anche un cambiamento culturale. La parità non si costruisce solo con le leggi, ma con l’impegno quotidiano di tutti: nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro”.




