Strage familiare a Vittoria: rinvio a giudizio per Wajdi Zaouali. Sarà processato in Corte d’Assise

Il trentunenne è accusato di aver dato fuoco alla casa di famiglia lo scorso giugno, causando la morte della madre e della sorella. Prima udienza a Siracusa il 30 gennaio
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RAGUSA, 19 Dicembre 2025  – Si è conclusa con il rinvio a giudizio l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Ragusa per Wajdi Zaouali, il 31enne protagonista della tragica notte del 12 giugno 2024 in Piazza Unità a Vittoria. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cosparso di liquido infiammabile la camera da letto dei genitori, il corridoio e l’ingresso dell’abitazione, appiccando poi il rogo.

A causa delle gravissime ustioni riportate nell’incendio, persero la vita la madre di 55 anni e la sorella di 34 anni. Riuscirono a salvarsi, pur restando gravemente ustionati, il padre di 57 anni e una delle sorelle. Il pubblico ministero Monica Monego ha chiesto e ottenuto il processo per l’imputato; la prima udienza è stata fissata per il 30 gennaio del prossimo anno presso la Corte d’Assise di Siracusa.

Wajdi Zaouali, seguito dal Dipartimento di salute mentale dell’Asp e attualmente detenuto presso una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), è stato sottoposto a perizia psichiatrica. Il professore Eugenio Aguglia, perito nominato dal Gip, ha dichiarato Zaouali incapace di intendere e di volere al momento del fatto e socialmente pericoloso, ma lo ha ritenuto comunque capace di stare in giudizio.

Un precedente giudiziario lo aveva già visto protagonista: in un altro procedimento per violenta resistenza a pubblico ufficiale, il trentunenne era stato già giudicato incapace di intendere e volere.

Le accuse contestate sono pesantissime: incendio doloso, omicidio e tentato omicidio, con le aggravanti dei vincoli familiari, della crudeltà, dei futili motivi e della minorata difesa. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Martina Dall’Amico e condotte dalla Polizia di Stato.

Il padre e le due sorelle superstiti si sono costituiti parte civile assistiti dall’avvocato Italo Alia. La difesa dell’imputato è affidata all’avvocato Giovanni Ascone, che si è avvalso dei consulenti Salvatore Valvo e Giuseppe Iuvara durante le operazioni peritali.

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